MANGANELLATI,DENUNCIATI,CRIMINALIZZATI.

12 07 2010

Spiccate denunce nei confonti di due partecipanti alla manifestazione a Roma del 7 Luglio.Si tratta di E.M. 39 anni(promotore) e di G.C. 26 anni, romano. Nei filmati del simpatico omino della Digos che ci riprendeva dalla camionetta risulterebbero altri 22 romani appartenenti a centri sociali.

Procedendo con ordine:

– i denunciati sarebbero colpevoli di aver spinto contro gli scudi all’imbocco di via del Corso. ‘sti scostumati.

– per di più sarebbero pure romani. st’infiltrati.

– quindi non sarebbero nemmeno terremotati. ‘sti sculati.

– e, ciliegina sulla torta, non sono loro ad essere stati manganellati. ‘ sti impuniti.

E gli aquilani manganellati? Sono solo degli strumentalizzati. Ah, e visto che ci state: PURE INGRATI.

Vanno solo criminalizzati.

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Ad onor del vero, ecco chi spingeva contro chi.

foto tratta da http://www.6aprile.it. Grazie a Barbara Ghini per la segnalazione.

Grazie particolare ad Elisa Cerasoli, giornalista aquilana che me l’ha fatto sapere e mi ha consentito di scriverlo subito.

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EMENDAMENTI e REFUSI

5 07 2010

Vivo con apatia la vigilia della manifestazione che ci apprestiamo a compiere, ancora una volta a Roma.

Credo d’essere in buona compagnia. La stanchezza, forse. L’incertezza su tutto, forse. L’estate che qui non si sente, forse.

Un po’ perché non mancano i diluvi pomeridiani cui da tempo ormai siamo abituati.

Un po’ perché effettivamente si è stanchi.

E poi c’è la crisi di governo, forse.

Non succederà, ma se succedesse, riusciremmo in un grande slam, senza volerlo.

La peggiore catastrofe naturale degli ultimi 100 anni, nel bel mezzo della peggiore crisi economica degli ultimi 90, cui va ad aggiungersi una crisi di governo.

Sarebbe notevole, non c’è che dire.

E comunque questa prossima è una manovra talmente iniqua e vergognosa che la lista di chi la combatte è chilometrica. C’è però chi mi fa sapere che saremo davvero tanti. Circolava la cifra di 57 autobus, e cresceranno ancora. Diluiti a Roma può non impressionare, ma è una cifra notevole. Lo è ancor di più se considerate che li paghiamo di tasca nostra. Vengono anche autobus di aquilani sulla costa, ancora a migliaia lì.

15 € a cranio, per passare una giornata che si preannuncia africana davanti al muro di gomma della politica italiana, autoreferenziale.

Pare che ce li mandi sempre qualcun’altro a sedere lì, in Parlamento, che a noi non devono rispondere. Nonostante tutto, paghiamo 15€ a testa per andargli a dire che ci servono soldi veri. Noi ci saremo, ma credo molti ci arriveranno col fiato corto.

Un po’ perché è estate. Un po’ perché siamo stanchi. Un po’ perché non ci cagheranno di pezza. Un po’ perché magari di noi non frega niente a nessuno. Un po’ perché Minzolini saprà fare il suo sporco lavoro anche stavolta.

Un po’ perché c’è un bavaglio da approvare. Un po’ perché chiedono soldi a tutti, e da noi ne hanno spesi tanti. Non per noi, non per tutti noi, non per le nostre volontà. Un miliardo per le CASE, e più di 20 milioni al mese per gli alberghi. Ancora oggi, visto che le case non bastano per tutti, e quelle nostre da riparare giacciono, e di miliardi da buttare in pasto alla cricca non ce n’è più. E’ talmente lampante che avevamo ragione a levare le nostre voci di dissenso, che non si dovrebbe nemmeno più ripeterlo. Eppure..

Stanchezza, allora. Frustrazione. Senso d’impotenza. Le tasse abbiamo già ricominciato a pagarle, dal 1° Luglio.

Se non fanno marcia indietro, arriveranno i protesti, i  contenziosi, le cartelle esattoriali. Allora bisogna andarci, e poi tornare a casa. Incazzati, sfiduciati, ogni volta più incazzati e più sfiduciati.

Tornare a casa, almeno a respirare. Abbiamo un’aria che a Roma si sognano: fresca, pura, cristallina. Puoi respirare a pieni polmoni, farti coraggio, e andare avanti finché ce la fai.

Respirare è gratis. Salvo emendamenti e refusi.

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FLUSSO DI COSCIENZA #3 (ovvero: non badiamo al capello)

28 06 2010

Oggi sono andato in reparto a fare il mio turno di presenza, a ricordarmi cosa mi aspetta, per cosa corro. a cosa vado incontro.

Radiologia-2 è un reparto con tanti medici, nessun paziente. Almeno nessuno che resti lì. Sono sempre tutti di passaggio e tutti vorrebbero che fosse un passaggio rapido, e possibilmente indolore, come dargli torto.

E nel reparto, negli ultimi anni, (lo frequento come studente interno ormai da tre anni) le presenze di aquilani sono un po’ calate. Radiologia a L’Aquila è una buona scuola. Secondo me, una delle due che valga la pena frequentare nella mia Università.

Comunque, ora che la maggior parte degli specializzandi sono “out of L’Aquila”, e che la città ha quel poco da offrire, meno del suo minimo sindacale cui eravamo tutti assuefatti,qui, si aggiungono anche i medici al numero di coloro che vorrebbero starci il meno possibile, e poi andare via.

L’argomento che tiene banco da mesi, è sempre quello, nelle conversazioni. la casa come ce l’hai, t’hanno incominciato i lavori, il progetto a che punto sta, hanno versato il finanziamento, si/no, a me la casa la devono abbattere, a me m’hanno dato la casetta di Berlusconi.

Ecco.

Stamattina, la casetta di Berlusconi m’ha rovinato la pausa-caffè; il caffè a Radiologia-2 va via come l’acqua, o il Gadolinio, se preferite. Se ne fanno a decine, con la moca, su una piastra elettrica in quella che viene definita con uno slancio d’ottimismo “la cucina”. In realtà è un cesso, con tanto di sanitari, nel cui antibagno furono piazzati un frigorifero, un tavolo, e, appunto, la piastra.

Mentre ero lì e già pregustavo la sigaretta del dopo-caffè, due rappresentanti venuti da Pescara mi fanno: “allora, com’è la situazione in città?”

Tutti sanno come la penso, nonostante non ne parli mai “sul lavoro”,diciamo così. Io, diplomaticamente, rispondo sul vago: “beh, diciamo che c’è del risentimento diffuso, molta preoccupazione”.

Davide, un padre di famiglia che lavora in reparto da noi, (è un tecnico) dice la sua.

“il presidente berlusconi ha fatto quello che nessuno nel mondo s’è mai sognato di fare”(dentro di me, concordo. ma sono certo che questa frase non la intendiamo allo stesso modo). Quella frase resta così, sospesa.

Allora il Pescarese fa: “si, ma le persone in albergo, Matrix, i soldi della Protezione civile…” ha le idee confuse, segue ma senza interesse. E del resto mica sono cazzi suoi.

Mentre sto per dirgli, brevemente la mia, insorge nuovamente Davide: “le persone stanno ancora in albergo e gli fanno tutto e ci costano 60 € al giorno, ma non si rifanno nemmeno i letti e magnano gratis!” Non riesco a capire se lo dice con:

-ammirazione

-invidia

-disprezzo

-desiderio di rivalsa

Poi mi chiarisce il dubbio: “quelli che si lagnano vorrebbero che un capo di Stato come Berlusconi, un “uomo internazionale” venisse tutti i giorni ecco (qui) a dacci ‘na mano, non hanno ancora capito che adesso tocca a noi, e che i soldi dobbiamo saperli spendere, perché ci stanno.”.

Un flash, nella mia mente, e mi riprometto che appena si nominano i friulani mando a fanculo qualcuno dei presenti.

I friulani misteriosamente non saltano fuori,e allora dico la mia con educazione e a beneficio degli ospiti pescaresi: “le C.A.S.E. per i 18 nuclei familiari che abitavano nel mio condominio sono costate circa 3 milioni di €. Il progetto di ristrutturazione di tutto il mio condominio, invece, non arriva al milione tutto compreso. Pensi che ci sia convenuto?”

Silenzio. Mi chiamano da lontano e me ne vado, mentre mi cadono le braccia dallo sconforto.

Torno alla TAC. Dieci minuti più tardi passa Davide e mi chiede se il 7 si fa la manifestazione a Roma. Lì per lì credo che mi voglia stuzzicare e rispondo freddamente di sì. Mi domanda se ho i numeri di telefono da chiamare per prenotarsi i posti sugli autobus.

il 7 Luglio si va a Roma a fare casino per avere soldi per la ricostruzione. sotto il palazzo abitato dal SUO Governo, non mi tornano i conti.

Gli ho dato i numeri, tutti e 4 quelli che ho, glieli ho scritti su un foglietto. Meglio non badare al capello, la sua è una famiglia numerosa.

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A ROMA, INSIEME e SUBITO

19 06 2010

Dice che ci danno altri sei mesi di proroga, ma non a tutti.

Dice che poi, così, potranno dire d’averci dato pure una sospensione più lunga di Umbria e Marche.

Dice..

Embè?

Forse non è chiaro, ma sei mesi di proroga sono un’ulteriore fregatura.

E’ importante soprattutto la sospensione della restituzione, e non di certo di sei mesi in sei mesi. Perché puoi anche arrivarci, ai dodici anni di sospensione ottenuta da altri, ma se ti viene data 6 mesi alla volta, non hai la tranquillità necessaria, non hai la solida certezza NECESSARIA a dare struttura alla tua impresa, a programmare una FASE DI MEDIO TERMINE per raggiungere i tuoi obbiettivi.

Di sei mesi in sei mesi, hai un unico obbiettivo: tirare la corda, sperando ti sostenga. Rimandi il fallimento, non lo sventi. Non puoi nemmeno provarci.

Con le dovute proporzioni, vale lo stesso per gli autonomi, e anche per i dipendenti che si fanno mensilmente i conti su tutto.

Dice che abbiamo fatto la maggiore manifestazione di sempre a L’Aquila. Mai, in nessuna occasione ventimila persone hanno manifestato in città, e con quella compostezza e determinazione. Eppure, non ci siamo nemmeno visti di sfuggita sulle TV più seguite. Censurati.

Obbiettivo mancato? Forse. Dipende da quale obbiettivo si aveva.

Il giusto aiuto dello Stato alla ricostruzione dell’Aquila è un obbiettivo mancato.

Sapere di avere la “forza contrattuale” per spuntarlo, no. E’ un obbiettivo centratissimo: siamo stati deliberatamente censurati, ergo facciamo paura. Non perché menti fragili, ma perché qui da noi si sono esposti tanto, troppo. E hanno mentito, troppo.

Possiamo rompere il loro giocattolo in qualsiasi momento. In ventimila e anche in diecimila.

Allora, che si fa?

Siamo gli stessi di tre giorni fa. Abbiamo chiesto e non ci è stato dato.

Andiamocelo a prendere, allora.

ANDIAMO A ROMA, INSIEME. SUBITO

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