IL MIRACOLO SIAMO NOI

12 07 2010

A beneficio di chi non c’era, riporto qui cosa sta accadendo nell’Assemblea permanente dei cittadini del cratere.

(per chi non lo sapesse, sì: abbiamo un’ assemblea permanente, dove si confrontano le idee, le prospettive, gli obiettivi da raggiungere. e poi si decide insieme cosa fare. Vi ricorda qualcosa? Ne vorreste una anche voi? Non vi meraviglia che nessuno ne parli di quest’Assemblea? Non mi meraviglierei, fossi i voi: ricordate che siamo in un Paese dove la libertà di stampa non è un diritto assoluto!)

A seguito della manifestazione del 7 Luglio, si è riportata (con toni a dir poco enfatici) la notizia che gli Aquilani restituiranno le tasse in dieci anni, e si è parlato di una proroga di ulteriori sei mesi per l’inizio del loro pagamento.

Termini molto generali, appunto. La propaganda è così. Annunci promesse, riferisci notizie inesatte o comunque molto vaghe, contando sulla scarsa conoscenza degli argomenti di chi, estraneo ai fatti, ti ascolta.

Occorrono allora due precisazioni.

La prima: la gente comune, i lavoratori dipendenti ma non solo, le tasse le stanno già pagando dal 1° Luglio. I mutui sono ripartiti (in alcuni casi, erano ripartiti anche già da alcuni mesi, per non incorrere in ulteriori interessi sui ratei non versati: siamo nelle mani della generosità delle banche. E ho detto tutto.

La seconda precisazione: la restituzione delle tasse in 120 rate anziché 60, è solo una promessa. Non c’è ancora il voto sulla finanziaria, e quindi non si sa se l’emendamento verrà accolto. In ogni caso, l’emendamento presentato non corrisponde alla richiesta dei cittadini e sottoscritta da Comuni, Provincia e Regione. Chiedevamo di restituire al pari delle altre calamità a noi precedenti, il 40% del dovuto. Come Umbria e Marche. Permesso negato dal Governo.

(in uno slancio di sfacciataggine, avrei chiesto al Governo di trattarci come gli evasori fiscali: avremmo potuto pagare il 5% delle somme dovute. Tanto, osare per osare..)

Ieri, poi, nel corso dell’Assemblea cittadina in Piazza Duomo (partecipatissima nonostante il caldo), si è deciso di inviare una lettera al Ministro dell’Interno, nel quale si invitano i vertici del Ministero, del Governo e della Polizia, a dimostrare le affermazioni rilasciate circa la presenza di membri di centri sociali romani nella nostra manifestazione che a loro dire avrebbero istigato alla violenza, e procurato scontri con le forze dell’ordine.

In caso di impossibilità alla dimostrazione di quanto affermato da costoro, dovrebbero fare pubblica ammenda e dimettersi. Non ci andiamo leggeri, insomma. Ma del resto le accuse sono gravi, e vanno gravemente condannate poiché spudoratamente mendaci.

Del resto, noi aquilani, sperimentiamo da un anno la malafede dei mezzi d’informazione. A punto tale, che nelle nostre manifestazioni, abbiamo più macchine fotografiche e telecamere che bandiere o striscioni. E’ evidentemente un segno dei tempi che viviamo, almeno nell’Italia di Minzolini, Fede, e Feltri.

Altre iniziative: entro dieci giorni, l’Assemblea partorirà il Regolamento sulla Partecipazione. Documento importantissimo di cui, per legge tutti i comuni avrebbero dovuto dotarsi dal 2001. L’Aquila, in buona compagnia in Italia, è tra i Comuni che non ne hanno nemmeno l’ombra.

Bene, lo abbiamo elaborato noi, e tra dieci giorni sarà sottoposto al Consiglio Comunale della città, per essere valutato, ed approvato nei tempi più brevi possibili.

E’ stato poi votata una risoluzione affinché vi sia un’incontro, un “faccia a faccia” tra Sindaco(vice-commissario) Cialente, Presidente di Regione (e Commissario per la ricostruzione) Chiodi, e un tal De Matteis (consigliere regionale, quest’ultimo, dell’ MPA, che dal terremoto ad oggi altro non ha fatto se non smentire l’una e l’altra parte politica e talvolta anche se stesso, a distanza di due giorni, sulle responsabilità della fallimentare ricostruzione aquilana).

Scopo dell’incontro? Rispondere, con prove documentali alla mano, davanti ai cittadini che li hanno eletti (o che li subiscono) alla domanda del secolo. “I SOLDI CI SONO O NON CI SONO?”

Si preannuncia una giornata da mal di testa e sangue dal naso.

Ma non basta. Stiamo raccogliendo materiale su quanto di falso e dolosamente errato è stato sostenuto su L’Aquila nei mesi seguenti al terremoto: le censure, le notizie non date, o peggio, quelle false che vi sono state fornite tramite la tv. Ne verrà fuori un’esposto all’Autority competente, ed allora sì, che inizieranno anche su quel fronte le danze.

Insomma, amici. L’Aquila c’è. L’esperimento di democrazia partecipata procede. Con singhiozzi, ingolfamenti, talvolta pause preoccupanti e scatti da centometristi.

Al momento, nonostante tutto, corriamo.

Mai come oggi, infatti chi si ferma è perduto.

fatele sapere, ‘ste cosette… chissà che non si inizi a prenderci sul serio. Comprendete il valore dell’esperimento democratico che c’è in questa città, di cui ancora oggi si certifica la “morte civile”

E quando vi parleranno ancora del “miracolo aquilano”, spero avrete chiaro in testa dove sta, il miracolo. Siamo noi.

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AGGIORNAMENTO DELLE 15:05

Spiccate denunce nei confonti di due partecipanti alla manifestazione a Roma del 7 Luglio.Si tratta di E.M. 39 anni(organizzatore?) e di G.C. 26 anni, romano. Nei filmati del simpatico omino della Digos che ci riprendeva dalla camionetta risulterebbero altri 22 romani appartenenti a centri sociali. Embè?
Chissà se gli risulto pure io nel filmato che gli faccio il dito medio..

CERTO, è UNA NOTIZIONA. AVEVAMO IL SOSTEGNO ANCHE DI NON AQUILANI ALLA NOSTRA MANIFESTAZIONE. PAZZESCO. ESISTE SOLIDARIETA’.

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IL MIRACOLO E’ FINITO

1 07 2010

Oggi è il primo giorno fuori dal miracolo.

Oggi, e da oggi si paga tutto. Ti chiamerà la banca per la questione del mutuo. Possono farlo, è il Governo che gliel’ha consentito. Inizieranno a chiederti di rimetterti in carreggiata, giusto il tempo di “rimodulare” gli interessi e faranno la loro telefonata.

Rimodulare significa che applicheranno un interesse aggiuntivo sui ratei non versati per il periodo di sospensione; certo, non tutti. Il Monte dei Paschi pare abbia deciso che i mutui accesi per le case inagibili restano sospesi, senza costi aggiuntivi, per 5 anni. Ma sono gli unici.

Pagare un mutuo per le macerie, o lo scheletro di ciò che avevi costruito in una vita è un’atrocità spaventosa, e spaventosamente ingiusta. Ed è ancor più ingiusto che una decisione come quella del MPS sia presa per una semplice logica di mercato, per un banale ritorno d’immagine, e non perché il tuo Stato abbia dimostrato di conoscere la realtà delle vite umane, dei poveri cristi NORMALI.

Sembra facile a noi da capire, ma non lo è. Come può anche solo immaginare il nostro problema un gruppo di delinquenti che si ritrova case senza nemmeno sapere quanto è il giusto prezzo da pagare. O che le occupano senza scucire il becco d’un quattrino, magari in Via Giulia. Ci sono dei livelli troppo differenti, per far sì che le nostre vite si incrocino, anche solo per un minuto,anche solo nel pensiero di certa gente. Realtà come la nostra non sono nemmeno contemplabili. E anche se lo fossero, ci sarebbero sempre conti, da far tornare. A costo di qualsiasi cosa, anche della dignità. La nostra, ché chi non ne ha una non può perderla.

Oggi, ricomincia la normalità di sempre. Quella delle pretese, quotidiane e sempre quelle: pagare. Non serviamo ad altro. Siamo un buco di bilancio che va colmato, appunto, a qualsiasi costo.

Perciò, quando oggi ti chiamerà Equitalia, quando arriveranno le bollette di quella casa che non esiste più, quando l’INPS ti chiedra di restituire il 100% in unica rata.. tu paga.

Paga, cafone. Fatti spremere finché ce n’è. Hai perso il lavoro col terremoto e tu paga, cafone.

Scade oggi anche la convenzione con gli alberghi che ospitano 3600 degli sfollati aquilani. Da oggi, possono cacciarli a calci nel culo. Hanno le valige pronte, aspettano il via.

Un’anziana ieri le ha fatte a modo suo, le valige: sulla costa dall’anno scorso, a 73 anni, ha deciso che era troppo.

Siamo soli. E soli andremo a Roma: non chiedendo che il miracolo torni, per altri sei mesi. Ve lo racconteranno così, se ne parleranno. Noi chiediamo altro. Chiediamo serietà, e la dimostriamo, nonostante tutto, per primi. Proponendo leggi che rispondano alla domanda, improrogabile, di certezze. Merce che questa politica non tratta, abituata a vincere con spot, abituata a distogliere l’attenzione con culi da copertina e ricostruzioni di facciata.

Oggi il miracolo è finito, e me lo dico con sollievo ed amarezza allo stesso tempo.

Il miracolo è finito. Capita a tutti i miracoli che avvengono per decreto. Per mancato decreto, finiscono.

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ASPETTANDO SI MUORE

8 04 2010

Per me parlano i fatti, non voglio essere più polemico. Mi piacerebbe che l’Italia potesse una buona volta riflettere.

52.000 aquilani assistiti dalla Protezione Civile al 6 Aprile 2010. Sono gli sfollati.

14.000 di loro, sono nelle case che tutta Italia conosce. E che una bella fetta d’Italia forse invidia.

2.000 nelle casette di legno, diventeranno 4.000 quando avranno finito di costruirle.

30.000 aquilani prendono 200€ al mese(quando gli vengono versati), e se la cavano da soli. Fate voi i conti.

Gli altri 6.000 sono in albergo da un anno, 4.500 di loro lontano dalla loro città, perché qui è già tutto pieno.

Ogni mese, tutto questo, costa allo Stato una barca di soldi. E se li spendiamo così, abbiamo paura che non ce ne saranno più per ridarci la città, e per ricostruire i 59 comuni compresi nel cratere, che si estende su un’area nel raggio di circa 50 Km a partire da L’Aquila.

Ora sta a voi credere ciò che volete. Potete pensare che c’hanno dato tanto (anche troppo,se vi va): è vostra facoltà dirci che siamo ingrati, che non lo meritiamo.

Ho creduto fosse vostro diritto sapere la verità. Ma dopo un anno che noi ci proviamo, è diventato un vostro dovere. Leggi il seguito di questo post »