AL n° 24

13 05 2010

Stamattina sono stato a casa. Quella mia.

Quella per cui mia madre si paga il mutuo, per intenderci. Al numero 24.

L’occasione me l’ha fornita la necessità di essere lì per consentire dei rilievi agli ingegneri che si occupano del progetto di ristrutturazione del mio condominio.

Allora così, di buon’ora, me ne sono salito al quarto piano, ed ho varcato la soglia.

Oggi piove, a L’Aquila, come da settimane a questa parte. Eppure casa mia, che ha una bellissima esposizione a sud-est, era luminosa come sempre. Leggi il seguito di questo post »

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STRANE COSE SUCCEDONO

5 05 2010

Strane cose succedono.

Capita che un signore compri casa al Colosseo e non si accorga d’averla pagata un terzo del suo valore di mercato. Capita poi una cosa anche più strana: e cioè che a un certo punto, incominci a dire che deve dimettersi perché non sopporterebbe l’idea, il pensiero che qualcun’ altro abbia pagato un pezzo di casa sua, mettendogli 80 assegni mano al momento dell’atto di vendita.

A lui. Ministro della Repubblica. Ora ex.

Siamo all’inverosimile.

Claudio Scajola è preda di un evidente attacco di depersonalizzazione, per pensare e dire simile enormità. Parla come vedendosi fuori dal corpo. (“un ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri”)

Non potrebbe restare al Ministero, pensando che forse quella casa è stata pagata con soldi non del tutto suoi. E chi doveva saperlo, se non lui?

Strano, stranissimo. Assurdo, inverosimile, impensabile.

E infatti, non lo penso e non ci credo.

Ma non è qui, la cosa più strana: cercare di uscire da questa colossale figuraccia cercando di salvare la faccia, è umano.

La palma di fenomeno paranormale político,invece sta nelle reazioni del Governo Berlusconi: ieri a Ballarò e non solo, tutti i politici di centro destra erano impegnati a difendere l’indifendibile scusa usata da Scajola.

Tutti a dire che merita riconoscenza un uomo politico che si dimette ancor prima d’essere indagato, ancor prima d’essere rinviato a giudizio.

Nessuno, però, da sinistra, che abbia riportato la questione sul piano di realtà che merita.

Nessuno che abbia fatto notare che se nelle dimissioni di Scajola c’è da intravedere un esempio di moralità pubblica, altrettanto si mette in luce che altri, e ben più importanti di Scajola, tale esempio non solo l’abbiano negato all’Italia, ma addirittura abbiano teorizzato che la moralità sta nel rifiutare di comportarsi analogamente.

A cominciare da Silvio Berlusconi (le accuse giudiziarie sono attacchi politici), proseguendo con Nicola Cosentino (sottosegretario coinvolto in processi per associazione camorristica), e con Altero Matteoli (il Parlamento ha rifiutato la richiesta di rinvio a giudizio per favoreggiamento)…. e così via: una bella fetta del Governo Berlusconi ha la sua pendenza giudiziaria. Eppure, sono tutti lì, a far gran caciara, a dire che loro non solo non mollano, ma a spiegare che SONO ENTRATI in politica per salvarsi dai processi.

Nessuno, a sinistra, ha detto quello che una persona onesta direbbe riguardo tutta la vicenda.

Sì. Succedono strane, stranissime ed incomprensibili cose.

Viene da pensare che se non lo dicono, è perché non vogliono dirlo. E non c’è una sola buona ragione al mondo, per comportarsi così.

Poveri noi.

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