PRIMO POST DELL’ANNO

5 01 2011

Primo post dell’anno. Manco da qui da un mese esatto, e stasera mi domandavo se avesse senso proseguire. Se è rimasto a passare da queste parti almeno qualcuno di voi abitudinari.

Nonostante tutto, credo ancora di sì, che comunque ne valga la pena. In fondo questo spazio rispecchia esattamente l’indole del sottoscritto. E non sono certo una persona costante, almeno non lo sono in tutto.

Ed ultimamente comincio ad avere una malata insofferenza al tema “ricostruzione”. Fa troppo scoraggiare la palude in cui siamo fermi. Come maiali sembriamo anche abituarci all’olezzo, insopportabile, del marciume che cresce per i vicoli della mia città. Quasi potessimo sguazzarci.

Siamo abituati anche a scorrere rendiconti sempre più “imboscati” di spese statali sempre più misteriose per baracconi amministrativi che nulla hanno fatto nel nostro interesse. Penso, ad esempio, alle centinaia di migliaia di Euro che quest’anno sono stati spesi per foraggiare la “Struttura tecnica di missione” dell’Aquila. E non posso fare a meno di domandarmi cosa cazzo abbia mai fatto di concreto per essere stata remunerata così lautamente la sua opera.

Dicevo, mi domandavo a cosa potesse servire mantenere in vita uno spazio così proprio quando ho ritenuto necessario testimoniare anche questo: il nulla. Nulla succede, nulla si fa, nessuno si indigna, la rivoluzione è sempre rimandata ad un altro momento. Vespa rimanda in onda le sue repliche su L’Aquila, sperando forse di replicare l’audience della prima volta, di quando il cadavere era ancora caldo. E qui sempre meno cose mi indignano al punto da farmi accendere persino il computer per rendervene conto.

Inizio l’anno nuovo testimoniando che qui non sta succedendo una cippa di nulla. E perciò nulla, a mio parere, merita d’essere scritto a riguardo con frequenza maggiore di quella che dimostro d’avere.

Questa mia inattività se non altro non costituisce ulteriore danno alle casse dell’ Erario.

Per di più, oggi, si è ripetuta la ormai storica fiera dell’Epifania per le strade del centro storico. In altri tempi le bancarelle, a migliaia, si disponevano attraverso tutto il centro storico portando da fuori quelle chincaglierie inutili,forse, ma che faceva piacere ritrovarsi a cercare puntualmente tutti gli anni. Stavolta, invece, molte meno bancarelle, sempre moltissime persone ( tutti che sembravano rincontrarsi dopo mesi, e tutti a domandarsi dove si trovano a vivere ora, come sta la loro casa, se sono rientrati, ecc…). Tutti in giro nella minima parte riaperta del centro città e tanta robaccia stesa al freddo boia che mi ha fatto perdere l’uso delle estremità fino a poco fa.

Una giornata piuttosto moscia, in un contesto che comincia a pesare, che chiude gli orizzonti anche ai più ottimisti.Gli oscuri presagi, del resto, campeggiavano sui giornali di oggi. Lo storico venditore di piadine che da anni rifocilla centinaia di avventori, stavolta non sarebbe stato presente. Pare lo abbiano bloccato a casa disguidi burocratici nella prenotazione del posto per il suo chiosco ambulante.

Onestamente mi pare che si siano perse ritualità ben più importanti di questa, nell’ ultimo periodo.

 

E con questo vi auguro un buon anno, amici.

A presto,spero. Magari ci sarà qualcosa da raccontare davvero.

(filmato di Francesco Paolucci)

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4 responses

5 01 2011
Inneres Auge

In effetti non abbiamo più nulla (di bello) da raccontare. Per le notizie brutte invece non c’è mai fine. Buon anno!

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5 01 2011
Un amico

Purtroppo concordo pienamente.
Quando i capi non sono adeguati si sa cosa fare. Si pazienta, si sopporta, ci si lamnenta, ci si agrrega, ci si incazza, ci si ribella. Il capo imbelle viene defenestrato e sostituito.
Ma quando sono incapaci e la gente non si incazza nemmeno? che si fa?.
Si attende che qualche cosa cambi quasi per miracolo o che venga qualcuno a toglierci alla nostra fatale rassegnazione.
E’ un terreno fertile per chi sapesse promuovere speranze e sogni a cui tutti vorrebbero credere. E’ l’anticamete del meglo se la persone é un capace altrusta ( un dittore saggio) o del peggio se il consenso si raccogliesse attorno ad un capace egoista (dittatore furbo).
SCusatemi, ma inizio a domandarmi se la “audaciam aquilanorum” non sia stata altro che una “bufala” della storia.

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6 01 2011
Erica - Firenze

Grazie Fede… non smettere mai di farci sapere le novità, anche quelle che non ci sono.. credo fortemente che ricostruire la tua (vostra) città sia ricostruire l’Italia e vi sono stata vicina da quel “maledetto giorno” e non smetterò. Non smettere neanche tu di farlo… non smettete di lottare, non smettete fino a quando non riavrete ciò che vi spetta… non credo di essere la sola qua fuori che vi guarda da lontano, con ammirazione, e che vuol sapere… anche quello che non c’è!
ciao e buon anno… che sia migliore!

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12 01 2011
Sara

No, Federico, non smettere di scrivere: senza te e Misskappa noi che viviamo lontani non sapremmo mai nulla della verità de L’Aquila.
Buon anno, ma che sia buono per davvero.

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