YES, WE CAN

16 01 2011

Non posso fare a meno di ammetterlo: è una battaglia al ribasso.

Ma ogni volta me ne accorgo sempre di più;  come stamattina, ad esempio. L’ho trascorsa in giro in centro, incontrando finalmente un po’ di volti familiari, anche se di persone che non conosco direttamente. Quei volti cercavano come me e la mia ragazza, uno scorcio di normalità nel mezzo del disastro.

Un po’ come gli Haitiani, che continuano da un anno a circolare per le strade di Port au Prince: hanno accantonato le macerie da un lato, e vivono nel loro mondo. Che non è più quello di prima, ma è senz’altro il LORO angolo di mondo. Casa loro. E forse davvero, tanto può bastare per tirare avanti, nel frattempo.

Faccio l’elenco degli esercizi commerciali che hanno riaperto nel centro storico. Considerate che fino al giorno prima del terremoto erano in 700; giusto per comprendere le proporzioni e quanto la soddisfazione di oggi possa sembrare a me stesso per primo, assurda.

PIAZZA DUOMO

– Bar storico Caffè Nurzia

– Bar Florida

– un gioielliere, del quale non ricordo il nome.

– un ottico, idem come sopra: non sono mai stato loro cliente.

 

CORSO FEDERICO II

– Nero Caffè, nuovo bar aperto lì dove un tempo c’era la profumeria Limoni.

– Bar Corso

CORSO VITTORIO EMANUELE

– Tezenis

– Bar Maccarrone. Questo lo ricordo anche se non sono mai stato suo cliente; si rifiutò, quando avevo più o meno 12 anni di darmi un bicchiere d’acqua. La sua risposta fu: ” ci sono tante fontanelle”. Mi dicono si rifiutasse anche di far usare agli avventori paganti il suo bagno. Chissà come si regola oggi, che di fontanelle non c’è più manco l’ombra e che dei Sebach che prima abbondavano non è rimasta nemmeno la puzza.

 

VIA LEOSINI

– Percorsi di gusto: un ottimo e minimalista ristorante moderno a due passi dalle rovine di Santa Maria Paganica. La proprietaria è una sommelier molto brava. Ha un’ottima cantina e cucina divinamente. Costa cara, ma è sempre pieno.

 

-Macelleria della quale non ricordo il nome.

 

ViA GARIBALDI

– Pasticceria Manieri. Stamattina ho preso lì un vassoio di paste

– Un nuovo  “lounge bar”  del quale non ricordo il nome.

 

PIAZZA SANTA ELISABETTA

– Ju Boss. Il primo a riaprire, l’8/12/2009. Cantina storica, ha resistito a 3 terremoti distruttivi. L’acqua fracica i ponti, è proprio vero.

-Malacoda, nuovo bar gestito da ragazzi.

-Tabaccheria

 

FONTANA LUMINOSA:

– Edicola.

 

E questo è tutto. 16 esercizi commerciali hanno riaperto in tutto il centro.

E tanto mi è bastato per farmi pensare una cosa semplice semplice, che mi pare anche piuttosto ragionevole: questi sono pazzi, sono eroi?

O fanno semplicemente ciò che è più utile a darci una concreta possibilità (oltre che speranza) di farcela?

Dico sul serio. Per quanto si tratti di piccolissime oasi in un centro ancora immobile, puntellato e sgocciolante al disgelo di ogni mattina, queste 16 attività commerciali mi consentono di andare in centro a fare una passeggiata e trovarci forme di vita. Di cenare, persino. A costo di doverlo fare per i prossimi 15 anni io ho il diritto di farlo e la legittima, credo, aspirazione a voler andare in questa direzione.

Ognuno di questi locali ha riaperto all’interno di edifici non ancora ristrutturati e danneggiati nemmeno poi leggermente dal terremoto. Semplicemente, sussistono le minime condizioni di sicurezza per essere aperti al pubblico.

Tutti quelli che hanno la possibilità di ritornare in centro, devono essere messi in condizioni di farlo. Anche se ai piani superiori continuerà ad esserci un cantiere, e magari qualche lesione puntellata noi dobbiamo poter vivere anche così il nostro centro storico.

Di questo il Comune e tutti gli altri addetti alla ricostruzione devono farsi carico. Altrimenti, davvero, cosa ci stanno a fare.

Mi rendo conto che può essere ben poca cosa, specie per chi in centro ci ha abitato fino al 6 aprile. Ma nutro la speranza che un compromesso temporaneo del genere sia possibile, oltre che utile a non far dimenticare cosa stiamo aspettando di riabbracciare, riabitare e ritrovare un giorno infiocchettato per la riapertura definitiva.

E’ bastato un cappuccino da Nurzia, un vassoio di paste ed un giornale comprato dall’unica edicola aperta in tutto il centro a farmi credere che così potremmo tollerare le intollerabili lungaggini di una ricostruzione che ancora oggi non tocca nemmeno la periferia della città

E’ bastato così poco, e mi sento quasi colpevolmente ottimista, per farmi dire per la prima volta una frase tanto di moda pochi mesi fa. Io che fino a sei mesi fa mi battevo per obiettivi molto più alti, che comunque non dimentico.

Yes, we can.

Dalle piccole cose può nascere una rivoluzione?

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4 responses

16 01 2011
Anna Pacifica Colasacco

Caro Federico,
ad onor del vero, devo aggiungere:

Villa Comunale:
tabaccheria di Adelmo.,nel chiosco, prima era sul corso Federico II
edicola
bar del Grand’hotel
ristorante La grotta di Aligi

Corso Federico II
Gioielleria Armenia
Pizzeria al taglio

Sì, sono eroi. Decisamente. Senza aiuto alcuno da parte delle amministrazioni.Ed io vorrei esserlo con loro, se solo questo Comune me ne desse la possibilità. Io riaprirò i battenti della mia attività solo in centro. Nessun centro commerciale, o casupola in legno, o altro manufatto che non sia in centro.

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16 01 2011
Inneres Auge

Qualcuna sa he fino ha fatto Peppe, quello della rosticceria in via Patini?

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18 01 2011
Mimmo

Corso Vittorio Emanuele II (tra la fontana luminosa e p.zza Regina Margherita):
– Ingordo laico (nuovissima paninoteca);
– bar di cui ignoro il nome.
Di fronte a Ju Boss c’è un negozio di generi alimentari.
San Bernardino: Chisco – bar.

Ciao

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24 02 2011
Carlo

Buon pomeriggio.

Da “osservatore esterno” che segue da sempre le vicissitudini di quel tragico terremoto, credo che siano proprio le piccole cose che possono far nascere una rivoluzione. Per “piccole cose” intendo i gesti quotidiani, le piccole iniziative dei singoli, l’impegno in prima persona e tante altre piccole o grandi iniziative che possono ridare “vita” alla vostra città.

Sarebbe bello se gli “amministratori” mostrassero quella capacità e sensibilità che, invece, la storia di questi quasi due anni ha dimostrato non esistere. Quindi, dipende tutto da voi, purtroppo… e, magari, gesto dopo gesto, un bel giorno sarà possibile anche affidare la rinascita della vostra città a “bravi” amministratori.

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