STUPETO’

21 05 2011

Oggi magari sarai tronfio del tuo gesto.
Ma una parola, anche a costo di aiutarti nella tua malsana idea di ascesa agli onori della cronaca, te la voglio dire.
Già che mi ci trovo a sprecare del tempo, magari anche più d’una.
Quante persone si sono rallegrate del vedere un cantiere restituirci le nicchiette della scalinata di San Bernardino?
Molte, poche, un oceano di gente, non importa. A me importa che me ne fossi rallegrato io; a me importa che alla vista di quell’impalcatura e di quel mini-cantiere nella zona rossa più violata d’Italia, avessi potuto cogliere un barlume di speranza.
La speranza di vedere iniziare, lì, qualcosa di molto più grande e faticoso. La speranza di veder cominciare quel processo di ricostruzione che vorrei gente come mia nonna possa arrivare in tempo a vedere compiuto.
Questa notte, il tuo gesto ha fatto molto di più che innervosirmi o farmi cadere le braccia.
Mi ha confermato ciò che non avrei mai voluto ammettere nemmeno a me stesso. Non siamo NOI a voler vedere L’Aquila ricostruita. Non un noi indefinito,collettivo, trasversale; non un noi unitario. Siamo tanti piccoli IO, ciascuno nel suo piccolo, a fare quotidianamente un gesto costruttivo.
E, purtroppo, per ragioni che non meritano io gli dedichi il mio tempo (ben più prezioso del tuo), per ogni gesto costruittivo, ne arriva uno distruttivo molto più dirompente. Oggi forse molti sapranno che le nicchiette erano state restaurate perché tu, immane coglione, le hai sfregiate col favore della notte.
Probabilmente sei lo stesso che pochi mesi dopo il terremoto si è divertito a fare LE STESSE IDENTICHE scritte sulle mura di casa mia. Di quella casa inagibile che aspetto ancora di rivedere abitata nuovamente, quasi fosse già casa di nessuno. Quasi che lì, per quella casa e per il suo destino nessuno avesse speso il suo tempo, il suo denaro, le sue speranze ed il frutto dei suoi sacrifici.
Quella gioia d’aver visto un cantiere partire in pieno centro, e concludere rapidamente i suoi lavori con successo, sarà poca cosa ma non può impallidire davanti alla tua ignoranza crassa.
In una società che consente il tuo gesto egoista, la migliore risposta è prendere un secchio di vernice, e coprire noi la tua vergogna. E rifarlo, quando tornerai a ripeterti.
Per dirla poi proprio tutta, sarebbe bello che venissero ad aiutarci nella pittura quegli stessi militari che inutilmente dormono ogni notte nelle camionette a 20 metri dalle stesse nicchiette.
Mentre nu stupetò come tì le sfreggia.

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6 responses

21 05 2011
Pixie

approvo pienamente il tuo ‘sfogo’, ma mi avvalgo delle tue parole per esprimerlo perchè non ne ho di mie così ben messe in fila! Quindi grazie per aver espresso anche il mio pensiero!
Roberta

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21 05 2011
Fabrizio

ci stava bene anche “broccolò”

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21 05 2011
Antonio

Caro amico, ho visto sulle mappe di Google che accanto alla scalinata San Bernardino che porta a, credo, una importante chiesa, c’è un palazzo molto messo male; forse sono più importanti le nicchiette del santo, sicuramente morto da tempo, o dove vivono gli esseri umani, non ancora morti? Non vorrei dirvi di fare cose strane, ma uno svegliarsi dal torpore religioso, non sarebbe male…

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21 05 2011
Federico

Caro, Antonio perdonami ma il torpore religioso non c’entra proprio nulla.
La scalinata di San Bernardino (Basilica della città) ha un valore artistico in primo luogo e poi simbolico collettivo,o almeno avrebbe dovuto averlo. Anche perché luogo di ritrovo e di incontro.
Lo sdegno deriva dall’aver constatato che questo valore collettivo, che riterrei superiore a quello attribuibile alla casa del singolo, non sembra essere riconosciuto. A tal punto che si verificano sfregi come quello che quì ho raccontato. Non volermene, ma per non far si che si interpreti la realtà attuale con canoni che non rendono merito all’intelligenza dei lettori, il torpore religioso non mi tange. Non è l’offesa al Santo, che mi preoccupa. E’ piuttosto l’offesa alla nostra santa pazienza di “ri-costruttori” che quì si rimarca..
Insomma, io ho indicato la luna, non vorrei che ti stessi concentrando troppo sul dito!
Ti saluto..

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21 05 2011
lordbad

Bel blog! Che ingradisce sui problemi locali!! Bravo! 🙂

http://vongolemerluzzi.wordpress.com/

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22 05 2011
alessandro di domenicantonio

Come insegnante(ex) mi sento in colpa per aver perdonato a qualche allievo delle leggerezze giustificandole come peccato di gioventù.
Ecco il risultato: lordare i nostri simboli collettivi e confondere Antonio Di Giandomenico con un bacia-preti!

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