IN ATTESA DEL PROSSIMO SHOW

1 09 2010

Le scosse non si sono mai fermate, in realtà.

Solo un mese fa abbiamo scoperto che “la macchina” del terremoto era partita a Giugno 2008, e non a Dicembre, quando abbiamo cominciato ad accorgercene, avvertendo le scosse nelle nostre case. Finché siamo stati nelle nostre case.

Poi il disastro, la commozione di una nazione intera, i volontari, a migliaia che accorrevano a dare il loro aiuto. Fondamentale aiuto. Anche se per troppi di noi era troppo tardi.

Oggi le scosse tornano a far parlare di loro, e così ne sapete qualcosa anche voi che vivete lontano da L’Aquila e da quello che è ormai efficacemente racchiuso nel termine “cratere”.

Ma è un film già visto, e in realtà per noi aquilani mai interrotto.

Nella zona di Montereale (15 km da L’Aquila) dall’inizio dell’anno ci sono state quasi 2000 scosse. 200 di queste avvertite dalla popolazione. A più riprese, e solo sui giornali locali, si è parlato dell’allarme che suscita la faglia che attraversa quei comuni di montagna. Dell’allarme per la diga di Campotosto, poco distante.

Tutto ciò finora è valso unicamente a produrre, dopo le scosse di ieri, un’ordinanza cautelativa che ha poco da dire, ed ancor meno fa per proteggere realmente la popolazione. Il centro storico della mia città è stato chiuso nuovamente, è inaccessibile e presidiato. Anche nelle parti messe in sicurezza, che evidentemente non devono essere davvero sicure. Nonostante i milioni spesi, anche e soprattutto vostri, nostri.

Torna la paura, riaffiorano vecchie inefficienze mai sanate: il Comune dell’Aquila non aveva e non ha un piano d’evacuazione noto alla popolazione. Forse non ce l’ha affatto. Non aveva e non ha aree di raccolta segnalate dove le persone possano rifugiarsi in caso di terremoto. Non aveva e non ha aree deputate ad installare campi tenda forniti di servizi elettrici ed urbanizzazioni. Il comune dell’Aquila è pari, in termini di prevenzione del rischio sismico, ad un comune sardo, che con il terremoto non dovrà mai fare i conti.

Noi invece i conti li abbiamo fatti e come. 308 morti, spariti per sempre. 56000 sfollati ancora oggi, su una popolazione di 72000.

E tutte le altre conseguenze che ben conoscete si sommano a questo fardello che già  solo così sarebbe insostenibile.

Le cose, nonostante tutto, non cambiano. Giuliani parla, dice la sua. I geologi dicono la loro. Altri, e troppi, restano ancora in silenzio. La popolazione è frastornata, e giustamente diffidente. Verso gli uni e gli altri.

Il Dipartimento di Protezione civile è assente, non fa nulla per intervenire in modo preventivo. E’ un film già visto. Già si sa che arriverebbero nuovamente in migliaia se qui dovesse esserci ancora una scossa distruttiva. A cose fatte.

Non è quello che vorremmo. Non è quello di cui si avverte il bisogno.

Nell’ordinanza emessa ieri il Sindaco ha stabilito la chiusura fino al 3 settembre di tutto il centro città, e di tutti i cantieri di messa in sicurezza, anche nelle frazioni.

Nessuna parola, nessun provvedimento sulle abitazioni che sono utilizzate in agibilità parziale dagli aquilani, nemmeno su quelle case e condomini che sono cantieri di ristrutturazione per metà e nelle quali gli aquilani, in pieno rispetto delle leggi, abitano da mesi. Loro non meritano cautele, avvertimenti. Loro, come tutti noi, sono lasciati all’istinto di sopravvivenza. E’ grave, ma è un assurdo passo avanti rispetto a quando si affermarono certezze di non- terremoto, smentite una settimana più tardi dai fatti. Anche allora, esattamente una settimana prima furono chiuse le scuole per due giorni: il tempo di verifiche strutturali. Poi furono riaperte. Nella notte tra il 5 e il 6 aprile molte di esse crollarono o furono seriamente danneggiate. Se il terremoto fosse arrivato alle 9 di mattina sarebbe stato un massacro ancora peggiore.

A nulla erano valsi questi timidi accenni precauzionali. Non giustifica però il fatto che oggi, se ne facciano di ancora più timidi.

Manca solo la messa del vescovo, ad invocare Sant’ Emidio, protettore della città contro i terremoti. Pure quella ovviamente, valse a nulla.

Nessuno ha predisposto nulla per andare incontro ad una nuova possibile emergenza, anzi no.

Il comitato 3e32, con una mossa davvero efficace e sensata, ha ricordato a quanti si sentano insicuri nelle proprie abitazioni, che negli spazi autogestiti delle “CaseMatte” ci sono servizi e posto per mangiare e montare tende, portare camper o roulotte.

Cose di questo genere dovrebbe farle uno Stato degno degno di questo nome e della maiuscola. Di maiuscolo, qui, invece, ci sono solo la pazienza, l’intelligenza e la prudenza degli Aquilani. Rimasti soli, in attesa del prossimo show.

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Aggiornamento: lo show, è partito. Il  Commissario Chiodi, ha dato disposizione affinché siano montate le tende a Montereale. Gli Aquilani hanno dato il buon esempio, ancora una volta, a questi incompetenti.


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One response

1 09 2010
Inneres Auge

La storia insegna ma non ha scolari (Gramsci).

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