DI PERDONO, DISSENSO, E CANI DA GUARDIA

29 08 2010

Come era previsto e prevedibile, la contestazione del conterraneo Letta si è svolta senza variazioni su tema.

Gli aquilani arrivano per tempo, trovano posto in un punto in cui sia impossibile non notarli ai margini del percorso ed espongono le loro insegne pacifiche. Fanno volantinaggio, sottolineano le ragioni del dissenso, hanno striscioni di contestazione. Su tutti, perché tutti hanno colpa. Il “conterraneo”, come lo aveva definito il Sindaco, è il primo della lista. Ma non si dimentica lo squallore delle posizioni espresse e dichiarate pubblicamente del vescovo dimezzato Molinari, né quelle a dir poco ondivaghe del sindaco. Costui, da personaggio manzoniano quale è, non perde occasione per dimenticare le ragioni della gente. Che appoggia solo a corrente alternata. E ieri, era una giornata di quelle in cui non lo avrebbe fatto. Si era buttato avanti nelle dichiarazioni di gratitudine anticipata al “conterraneo” che sarebbe venuto in visita “pastorale” a L’Aquila.

L’ho ascoltato mentre affermava, bontà sua, che il diritto di manifestare va tutelato. Ma stavolta con meno convinzione e sdegno delle altre occasioni in cui gli aquilani sono stati censurati, caricati, bloccati, e a volte, manganellati.

Altri sostengono d’averlo ascoltato mentre dichiara, svalutando le ragioni della protesta (che a microfoni spenti ha più volte sposato), che in fondo “è una cosa da ragazzi” e che lo rammarica “vedere noti educatori tra loro che ritengono d’essere ancora ragazzi”.

Come se con l’età fosse inevitabile diventare cinici. Diventare sordi, cieche e muti di fronte all’ingiustizia e al malaffare che Letta rappresenta.

Ieri, per il nostro sindaco, doveva essere una di quelle giornate in cui egli si riveste del cosiddetto “rispetto istituzionale”, e rifiuta di farsi parte attiva nelle rimostranze che a buon diritto si levano dalla gente verso l’operato del Governo ed i suoi rappresentanti.

L’ho ascoltato mentre afferma che durante la Perdonanza è brutto farsi sentire, non sta bene. Come dice anche quell’illuminato vescovo dimezzato, “c’è spazio per tutto meno che per questi fenomeni”. Democrazia ecclesiale.

Si sostiene che ci siano occasioni in cui la voce grossa la si può fare, ed altre in cui e meglio tacere.

Non ci siamo. Non ci siamo proprio.

Letta in passerella tra le nostre rovine non meritava e non poteva ricevere applausi. Di certo ha ricevuto fischi e striscioni (meritati) d’accoglienza a modo nostro. Io non c’ero, spero che i fischi abbiano sovrastato di gran lunga i salamelecchi.

Quello che vedo dai filmati che vi propongo sono le immagini di una squallida Polizia, che tenta di impedire il dissenso, pure se espresso civilmente.

Cani da guardia al servizio del comandante in capo di turno. In violazione dei diritti costituzionali. Come sempre sono stati. Come sempre li ho visti agire in quest’anno e mezzo di manifestazioni quasi quotidiane.

Nel rispetto istituzionale, non dovrebbe essere compreso ed alla base di tutto, il rispetto delle persone e dei loro diritti democratici?

Letta, intervistato da alcuni giornalisti circa le contestazioni ha dichiarato: ” è la giornata del perdono”.

Ci perdona, che signore.

Beh, noi no.

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4 responses

29 08 2010
maria giulia

Proprio cosi’ Federico
tutti perdonano e si perdonano !
Noi non lo faremo
Non ne abbiamo ne’ il potere ne’ il desiderio : .
Se mai dovesse essere sara’ nei confronti di
coloro che varcheranno le porte delle mura della nostra
citta’ ricostruita , dopo essersi guadagnato il perdono
non solo con parole o pensieri ma soprattutto con azioni .
Prima lo faranno e prima li perdoneremo .

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29 08 2010
Anna Colasacco

Federico, nessuno applaudiva Letta. Nessuno…..

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29 08 2010
mimmo

Secondo me s’è persa -lo dico da ex carriolante, ormai- una buona occasione per stare in silenzio (perchè il silenzio può essere pesante).

La partecipazione “rumorosa” delle carriole alla manifestazione religiosa della Perdonanza (hai voglia a dire “solo tra gli spettatori”, Ezio) è stata normalizzata. Questo temevo ed è avvenuto.
Tutto l’arco costituzionale s’è adoperato a farlo : dal perdono di Letta alla constatazione che il dissenso ci può essere, da parte del deputato Lolli.

Quello che faranno d’ora in poi le carriole -a differenza di quello che le ha caratterizzate in primavera- sarà sempre prevedibile e scontato, al pari del presenzialismo della Pezzopane.

Forse s’è finito di dare fastidio.

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29 08 2010
Fabrizio

Complimenti per la lucidità delle riflessioni. Quante sono le persone che manifestano? ancora una minoranza?

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