BEATA IGNORANZA

17 08 2010

Quando ieri un terremoto di magnitudo 4,5 ha colpito le isole Eolie, ho pensato che non soltanto ai siciliani stessero venendo in mente oscuri pensieri.

Perché anche se non lo scrive più nessuno, tutti gli aquilani che hanno avuto modo di parlare con i soccorritori accorsi in Abruzzo dopo il 6 aprile sanno che così come c’era allerta per l’Italia centrale, oggi questa allerta è rivolta al Meridione. Ce lo hanno detto un po’ in segreto, come si parla di qualcosa che non è certo, ma che potrebbe essere utile, un domani, per potersi dire: “lo dicevano”.

I sismologi si aspettano un probabile evento sismico degno di nota, più a sud dell’Aquila, in un tempo e luogo non specificato.

E Messina ha una notevole “tradizione” sismica alle sue spalle, oltre che essere la zona dove si sono sviluppati i più intensi terremoti della storia Italiana.

Dunque, accertato che nessuno per fortuna s’è fatto male, la palla passa alla prevenzione.

Che non significa evacuare in tempo le città, o le regioni; perché tanto, i terremoti non si possono prevedere.

Dalle dichiarazioni rilasciate in televisione ieri dal pool di “esperti”, Boschi in testa, pare che si vada lentamente affermando un principio di chiarezza, utile a tutti.

Il principio è sostanzialmente il seguente: Si salvi chi può e come vuole, tanto noi, non ci capiamo un cazzo”.

Elementare, no?

Si, ma non scontato. Soprattutto dopo la protervia con cui si affrettarono a tranquillizzarci, assicurando che non era probabile un terremoto di intensità superiore a quello del 30 Marzo 2009 (che era stato di magnitudo 4,0) dato che era in corso uno “scarico di energia”, a piccole dosi. Così dicevano.

Una dose un po’ più forte, però gli è scappata, a madre natura. E ci beccammo il nostro 6,3. Magnitudo-momento, s’intende! Mai, nella popolazione comune, si è avvertita la necessità di specificare (né prima né dopo il 6 aprile) l’intensità di altri eventi  sismici in termini di magnitudo-momento.

Facciamo eccezione anche in questo.

Quando la giornalista del tg2 ieri sera candidamente domanda ad un membro dell’INGV se vi saranno repliche (e se sì, di che intensità), egli risponde, altrettanto candidamente affermando che non lo sanno, e che adesso bisognerà mettere in funzione tutti gli strumenti di PREVENZIONE.

Attualizzato alle Eolie, ciò significa che non si potrà sostare in barca o in spiaggia al di sotto di costoni rocciosi insicuri, e poche altre cose.

Tra queste, Bertolaso in persona oggi terrà un incontro PUBBLICO all’aperto coi residenti e turisti, nel quale spiegherà la situazione. NON SI POTEVA FARE ALTRETTANTO ANCHE CON NOI? E perché, oggi, il tono delle dichiarazioni è molto meno rassicurante? Mi gioco 100€ che stavolta si forniranno alle persone meno certezze incrollabili, ed il succo del discorso sarà, per una volta, che non se ne sa un granché (se non che trattandosi di un arcipelago di isole vulcaniche, il rischio di eventi simili a quello di ieri e più intensi c’è), e che se accadesse qualcosa di più grave, la Protezione Civile prenderebbe rapidamente in mano la situazione.

Della serie, appunto, se non vi sentite sicuri, salvatevi la pellaccia da soli, altrimenti rischiatela come tutti fanno, ogni giorno nell’Italia sismica dalle Alpi all’Appennino. Che si possa mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare delle zone a rischio, è un’ipotesi che non prende in considerazione nessuno. Lo Stato perché crede di risparmiare, intervenendo a calamità avvenuta, i costruttori perché invece loro risparmiano per davvero.

Si procede nella prevenzione cominciando dalle piccole cose, ma tutte molto valide a ridurre il rischio. Cose che si fanno per sicurezza, a scanso di equivoci.

A scanso dell’ennesima strage prevedibile ed evitabile con il buon senso.

Quel buon senso che ci è stato tolto, quando ci fu assicurato ciò che non si poteva assicurare.

Molti, forti di quelle rassicurazioni rientrarono nelle loro case, e ci restarono per sempre. Contravvenendo anche ai loro più atavici istinti di sopravvivenza che li avevano spinti fuori di casa, a trascorrere la notte in macchina al sicuro, nelle settimane e notti precedenti al 6 aprile.

Non costava niente allo Stato quella premura. Eppure, forse infastidiva. Eppure, forse, la Protezione Civile, nella guerra tra Giuliani e la comunità scientifica, che si consumava nelle settimane precedenti al nostro terremoto, ha deciso di forzare la mano abbandonandosi a previsioni di non terremoto avventate tanto quelle che il terremoto lo prevedevano eccome. 50% di possibilità. Azzercarci, ed annientare quello che definivano (a torto o a ragione non lo so tutt’oggi) un ciarlatano. Perdere, e condannarci alla fine che abbiamo fatto. Perdere questa partita di cui eravamo fiches, ci è costato 308 morti.

Oggi, non rassicureranno nessuno alle Eolie. Del resto, lì non hanno nessuno che attenta in qualche modo alla loro autorità, in primo luogo scientifica.

Oppure, hanno semplicemente imparato. Imparato che non sappiamo, e quindi non prevediamo, ma semmai preveniamo. Partendo da comportamenti responsabili. Ognuno a modo suo, ciascuno badi a sé stesso.

I nostri avi,ne hanno passate di notti all’addiaccio, durante periodi di crisi sismica! Per non sapere né leggere né scrivere, (come si dice dalle nostre parti) loro prevenivano così.

Quando si dice” beata ignoranza”.

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2 responses

17 08 2010
Fiorella Giannangeli

Hanno imparato, hanno imparato sulla nostra pelle a non essere arroganti e boriosi – almeno ammettono la loro “ignoranza”: non si può prevedere, ma neanche escludere (?!?) – a noi sarebbe bastata questa semplice frase e ognuno si sarebbe protetto come meglio credeva, anche se di prevenzione in tutta Italia a tutt’oggi non si vede neanche l’ombra; se penso che è successo nelle vicinanze di dove è previsto il ponte sullo stretto, mi vengono i brividi…
Comunque oggi è arrivato il sapientone Bertolaso, adesso sì che sono in buone mani!!!!! Mi ha molto sorpreso che il caro Berty non sia andato in Russia a criticare l’operato della locale P.C. e sì che in quel caso ne avrebbe avuto motivo… Ma si sa quali sono le amicizie del “nostro” (si fa per dire) premier, evidentemente sarà stato sconsigliato….

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19 08 2010
leonello

l’ingv negli ultimi decenni ha impegnato risorse economiche notevoli con la rete di sismografi sul territorio nazionale, affermando che, attraverso i dati statici, si sarebbe arrivati a determinare in modo probabilistico gli eventi.
finalmente oggi dichiarano ufficialmente che la loro ricerca è fallita, con la pace di tutta la comunità scientifica allineata e coperta ad un sistema di casta intoccabile.

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