DI DELEGA IMPLICITA E FERIE OBBLIGATE

8 08 2010

Oggi niente incazzature, è domenica, e non succede niente da troppi giorni.

Non ci sarebbe proprio nulla da raccontare, nulla di cui tenevi al corrente. Se non fosse che, forse, è proprio questa una delle cose di cui tenervi al corrente.

Non succede nulla.

E’ agosto,  vanno in ferie tutti e pure i nostri amministratori. E, almeno mentalmente, pure noi dell’assemblea.

La Regione ha chiuso prima delle ferie estive con l’ennesimo scandalo tangenti-ricostruzione, si è dimesso l’assessore regionale alla Protezione Civile (!!) eppure qui nessuno si smuove per nulla, specialmente poi d’agosto. Il problema della necessaria sostituzione è rimandato a settembre.

Ieri, con calma e un po’ in ritardo sono arrivato all’Assemblea del sabato con la curiosità di sentire cosa bolle in pentola almeno in casa nostra.

Il tendone era sostituito on uno grande la metà del precedente, ed un quarto di quello ancora precedente. E il piatto era vuoto, se si accettua il contorno di buoni propositi per dopo le vacanze. Anche a casa nostra.

Sono però rimasto colpito dalla partecipazione. Le persone c’erano, eccome. Allo zoccolo duro dei sempre presenti, inizia a stratificarsi con costanza il gruppo, piuttosto nutrito di coloro che arrivano, stazionano in piedi, ed ascoltano. Ma che mai parlano. Timidezza? Propendo per l’inguaribile diffidenza, che pure deve avere una necessaria spiegazione.

Ieri tutti hanno ascoltato buoni propositi per dopo le vacanze, che tristemente -a mio avviso- sono venuti anche da parte nostra.

E’ tutto rimandato a dopo, dopo le ferie, anche se molti tra noi non ne faranno.

Ho pensato a quello che hanno detto alcuni, ad esempio sulla legge d’iniziativa popolare, da presentare in assemblea il 24 del mese, quando tutto il circo delle amministrazioni locali sarà lì lì per riprendere a girare.

E mi sono domandato perché ne dobbiamo parlare tra 3 settimane. Perché non cominciare oggi, a spiegarci i contenuti, a dirci cosa ci vorremmo dentro, a quali contenuti non rinunceremmo per nulla al mondo.

Allo stesso modo in cui mi domando perché il Regolamento di Partecipazione che abbiamo approvato e protocollato in Comune debba essere, a breve, oggetto di confronto tra l’assessore preposto Pezzopane e un gruppo più “tecnico” di rappresentanti dell’Assemblea.

Mi scontro, insomma, con l’idea che vuole indispensabile o quantomeno pratica una “delega” anche tra di noi, che vuole che lavorare alle nostre proposte diventi uno sforzo collettivo solo alla fine del percorso, e mai sin dall’inizio.

Sono certo che in pochi si lavora meglio che in duecento, o trecento; e forse è utopia pensare che una cosa importate come la legge  d’iniziativa popolare sia elaborata davvero a 400 mani. Ma perlomeno a 400 voci, no?

Lo stesso vale per il Regolamento della Partecipazione. Che secondo me, non deve essere oggetto di osservazioni e magari “trattative” riservate tra l’istituzione e alcuni tecnici dell’assemblea. Noi lo abbiamo approvato e,dunque, per noi va già bene così, in linea di massima. Se l’assessore ha osservazioni da fare, può rivolgerle all’Assemblea nella sua interezza, che ha fatto proprio (magari tardivamente) quel regolamento nel momento stesso in cui l’ha approvato.

Questo genere di delega “implicita” a rappresentarci persino tra di noi, può facilitare il lavoro all’inizio, ma rischia di generare diffidenza e sappiamo bene quanto non ne abbiamo bisogno! Una colpa che certamente ha è quella di farci appassionare alle proposte solo quando sono ormai per lo più concretizzate e sedimentate in un lavoro a quel punto difficilmente soggetto ad integrazioni ed osservazioni. Da lì gli scazzi, e le defezioni. Specie tra coloro che ascoltano, in piedi ai margini del tendone. C’è qualcosa che va migliorato, e provo a fare un’ ipotesi.

Se è vero che si lavora in tavoli, è bene che tutti sappiano quando il tal tavolo si riunisce e con quale argomento da trattare. E questo vale per tutti i tavoli esistenti, che ormai sono forse una ventina; teoricamente sarebbe così, ma queste informazioni arrivano solo a chi del tavolo fa già parte. E se ci si volesse aggiungere alle sue riunioni in seguito? a chi rivolgersi? E non solo tramite internet!

E’ una sorta di “delega implicita”, che non vorrei più, che ritengo una delle ragioni per cui il gruppo di quelli che ascoltano cresce sempre più, ma nessuno o quasi tra loro esprime la propria opinione.Se si sbaglia qualcosa, all’improvviso scompaiono. Dal silenzio di costoro, cosa dovremmo capire? Facciamo bene? Facciamo male? E perché dev’esserci un gruppo di persone che per spirito di buona volontà fa, ed uno che, alla bisogna, giudica? Chi ci ha eletti? A fare cosa, poi?

Nelle ultime settimane stiamo sempre più scivolando dalla protesta verso la proposta; è un bene. Ce lo siamo ritagliato, questo ruolo. Ormai in assemblea arrivano esponenti di tutti i partiti democraticamente eletti. E ne escono invariabilmente ascoltati con attenzione da parte nostra,ed anche applauditi; ma soprattutto incalzati da una lunga serie di domande e proposte stringenti ed ineludibili.

Se passiamo dalla protesta alla proposta dobbiamo avere la capacità e la bravura di saper rendere corale e collettiva anche la proposta, tanto quanto è stato fatto nelle proteste. Chi ha a cuore un tema deve poterlo rappresentare, ed essere facilitato in questo compito. Senza rappresentanti “di fatto”, persino tra di noi.

Altrimenti accade quanto è già accaduto ieri. Ci prendiamo le ferie pure dall’assemblea perché i delegati ” di fatto” necessitano del meritato riposo.

Non mi pare una questione di lana caprina. E’ il meccanismo per cui, da sempre, si sciopera in milioni, e si governa in centinaia. Nel mezzo, si perde sempre qualcosa. E guai, per noi, si si perdesse la fiducia.

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3 responses

8 08 2010
adele falabella

Delegare gli altri scarica la responsabilità di una partecipazione attiva,dopo si ritiene di avere il diritto di criticare. E’ un classico di una democrazia immatura,come è quella italiana.Finché non ci faremo carico di questa responsabilità, saremo costretti a subire lo “sgoverno” di certa gentucola,che opera per l’ interesse proprio e dei suoi amici. Ci vuole un notevole sforzo per uscire e far uscire dalla pigrizia mentale (direi anche fisica) il popolo italiota.
Ciao Federico.

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12 08 2010
francesca fabiani

sono d’accordo con te, e infatti ho levato alte grida quando il regolamento per la partecipazione non è stato “partecipato” in assemblea (anche se sono stata malamente e maleducatamente zittitada pochi e non ascoltata da molti).
infatti per quanto riguarda la proposta di legge organica da presentare, le modalità di preparazione saranno diverse, anzi sono già diverse.
Abbiamo scritto due o tre punti base, un gruppo di noi, dal tavolo tasse.
li abbiamo fatti mettere su un wiki di cui c’è il link sul sito http://www.anno1.org
come certamente sai un wiki non serve a commentare, come fb, ma serve proprio a scrivere il testo di legge, modificando gli articoli che man mano vengono proposti (da chiunque di noi, o anche da qualcuno di milano, essendo un wiki) facendo salve però le proposte modificate.
quindi il 24 si discuterà quello che troveremo sul wiki.
Inoltre per chi non vuole/può usare il computer, mercoledì prossimo in assemblea riporteremo un cartaceo di tutto il dibattito finora iniziato sui punti base e lo distribuiremo. se sarà possibile, ne stamperemo a formato grande, da lasciare fuori dal tendone. Non sarà fatto niente se non discusso nel modo più ampio e corale possibile: nell’immediato futuro (subito dopo il 24) verranno sul tema fatte assemblee dappertutto, progetti case, comuni del cratere ecc. come già fatto per le tasse. infatti i risultati si sono visti.
Io credo che in questo momento ci siano cose da discutere. E personalmente non vado in ferie neanche sul lavoro, quindi figurati se penso di poter prendere le ferie dalla partecipazione. E vorrei che questo tuo dubbio sulle deleghe, sul quale sono perfettamente d’accordo, venisse un po’ affrontato anche in assemblea (che non va in ferie, però: ieri c’è stata e ci sarà mercoledi 18). Anche perchè l’argomento è tutt’uno con il problema della cosiddetta “organizzazione” dell’Assemblea, che qualcuno va cercando. Chi deve organizzare l’Assemblea? I comitati che oggi sono presenti? Ritorniamo al problema del regolamento della partecipazione: perchè un comitato conta di più di un gruppo di cittadini non organizzati? Come possiamo arrogarci il diritto , visto che nessuno ci ha “delegati”, di dare delle regole agli altri?
Scusa il commento un po’ lungo.
un saluto
Francesca

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12 08 2010
Federico

Sono d’accordo con te, Francesca. So del wiki perché lo avevi annunciato tu, e lo ha confermato in mailing list Ettore. Bene che sia così, e che si lavori cercando la massima apertura e partecipazione. I problemi scottanti sono appunto quelli che nascono quando delle iniziative che potrebbero essere partecipate ed ORGANIZZATE, diventano poi (per incapacità di fare diversamente o per scarsa volontà di confronto?) dei icro-feudi, nei quali ci si riunisce solo tra chi si dà ragione a vicenda.
Sapevo bene che ieri ci sarebbe stata assemblea, ed avevo anche chiaro in mente cosa dire, per l’ultima volta.
E cioè che avrei voluto e vorrei tutt’ora che l’assemblea si dotasse di uno Statuto. Troppe cose sono lasciate al caso, o al buon senso del “gestore” di turno. Ultimamente, poi, c’è sempre una a gestire, e non ne gradisco i modi.
Ieri avrei fatto quell’intervento, sicuro che sarebbe stato l’ultimo, proprio perché in Assemblea se si toccano certe “corde”, si viene zittiti in malo modo, o si finge di non ascoltare.
Alla fine ho deciso di non andare.
E ancora non so se tornerò. Sono pericolose le persone innamorate solo delle loro idee, dei loro modi di fare e di dire. E gli si è dato troppo spazio, forse perché altri, come me, si sono limitati a dire la propria, senza invadere spazi altrui. E molti, troppi, sono sempre stati in silenzio. Cosa si dovrebbe pensare di loro? La civiltà non paga, Francesca.
E un’Assemblea senza uno statuto è, a mio modo di vedere, ad un passo dall’inciviltà.

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