QUALCOSA DI SENSATO

25 07 2010

Non c’è niente da fare. Non ne imbroccano una manco a sperarci.

Il PD andrà via dall’aula quando si voterà la Finanziaria dei tagli, monterà sugli autobus, e i loro parlamentari verranno a L’Aquila.

Ora.

Perché L’Aquila val bene come esempio di quello che non va dell’azione di Governo, che è solo narrazione. Che è solo forma e mai sostanza, e forma adulterata dalle compiacenze minzoliniane.

Fin qui sarebbe tutto bene. Se non fosse che quest’atto politico ha il sapore di colui che per far dispetto alla moglie, si evira sulla pubblica piazza.

In questo gesto c’è tutta la dimostrazione dell’incapacità politica di imporsi sulle ragioni dei tagli. Sì, ricorreranno alla fiducia; sì, la otterrebbero anche nonostante il voto contrario delle opposizioni. Ma quel voto contrario va dato, perbacco!

Deve essere esplicito il dissenso, e va esplicitato in quella sede. Altrimenti cosa ci stanno a fare.

Prendono i pullman e vengono qui. A vedere le nostre macerie, che finora troppo pochi tra loro hanno voluto vedere e raccontare. Per le quali troppo pochi di loro si sono voluti concretamente impegnare.

Sembra quasi che oggi, il fatto che quelle macerie esistano rappresenti un bene per il PD, che delle altre macerie del Paese non sa parlare. Che non le sa descrivere,interpretare e combattere; e quindi, meglio andare dove non occorrono parole, nemmeno le loro, per raccontare.

Verranno qui, e usufruiranno di una scenografia che nessuno ha cambiato, e che pure in quest’anno e mezzo avrebbe potuto essere diversa.

Fino a qualche anno fa avrei battuto le mani a chi chiedeva loro di dire “qualcosa di sinistra”.

Oggi, nella loro caduta a picco c’è da chiedergli che facciano QUALCOSA DI SENSATO.

A L’Aquila non si viene per protesta politica contro il Governo.

A L’Aquila si viene in silenzio per capire. Per chiedere cosa fare, per avere un’idea.

Per tornare con quell’idea in parlamento e cercare in ogni modo possibile che quell’idea, la nostra, AQUILANA, di ricostruzione venga votata, approvata.

Così che partano i cantieri, ci si ridia futuro. Che si ricostruisca e scompaia la triste scenografia di cui lunedì o martedì il PD beneficerà per la sua ridicola ed offensiva protesta.

Altrimenti, se di tutto questo non sono capaci, giacché escono dal Parlamento, prendano gli autobus per tornare a casa. E restarci.

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10 responses

25 07 2010
Roberta

Ho condiviso. Chiedo: quindi? Noi aquilani, invece, cosa vogliamo? Scusa, Federico, ma vorrei seguirti. Bell’articolo, ma cosa VOGLIAMO, in sintesi? Io ti ammiro e ti appoggio, ma dove siamo diretti, cosa vogliamo, in soldoni? Ti ricordo che sono Roberta, ho perso mamma, nel terremoto, papà è rimasto ferito, malato, invalido al 100% dopo essere stato estratto dalle macerie in via xx settembre, 123. Ripeto, quindi? Resta fermo il fatto che questo è l’articolo migliore che abbia finora letto…

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25 07 2010
Federico

Ti ringrazio Roberta per le tue osservazioni,e per le tue domande.
Cosa vogliano gli aquilani nel loro complesso è difficile a dirsi. Forse finora non ce lo siamo detti.
Io credo che vogliano soldi certi e competenza nella ricostruzione. Ma anche la loro partecipazione diretta alle scelte da fare. Essere consultati, e non solo. Che il loro parere sia vincolante per le scelte che si devono fare. Può essere difficile, ma va fatto.
Questo è quello che significa ricostruire dal basso.
Per inciso, quello che voglio io: che il Governo non sia solo oggetto di polemiche, ma di lotta concreta nei confronti degli errori che ha commesso quì, e che intende continuare a commettere. Tutti gli errori.
Per fare questo in Parlamento chi c’è deve votare no, anziché andarsene. E deve pretendere che si discuta di ricostruzione attraverso una legge speciale per il terremoto, una proposta organica che tenga conto dei nostri diritti e ci obblighi, tutti quanti ad adempiere ai nostri doveri.
Non voglio, invece, che il PD venga a L’Aquila per un’operazione d’imagine mal posta e mal pensata, fondata su un concetto sbagliato per il quale loro sono lì, ma è come se non ci fossero, solo perché il Governo non fa altro che porre la fiducia quando rischia di andare sotto. Dicono che gli aquilani si lamentano e basta; a me pare che gli unici a lagnarsi e basta siano quelli del PD. Dovrebbero tessere relazioni, ottenere tavoli di discussione, accordi. E’ questa la politica che non fanno.
Spero di averti risposto in maniera esauriente ed esaustiva.
A presto

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25 07 2010
cettina

Hai detto giusto, dovrebbero fare l’opposizione, ma non son capaci a fare neanche quello.
Preferiscono evirarsi per far dispetto alla moglie.

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25 07 2010
Inneres Auge

Da Spinoza

Recenti indagini hanno svelato l’esistenza di un’associazione con fini politici che agisce nella completa oscurità: il Pd.

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25 07 2010
In corsa o al capolinea? « Blog del circolo online del PD "Barack Obama"

[…] una visita a L’Aquila, ma anche da lì chiedono più battaglie in aula che visite ai […]

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25 07 2010
leonello

caro Federico, le cose giuste al posto giusto:
1)Restano in aula ed esprimono il loro no alla finanziara
2)prendono l’autobus e vengono a L’Aquila.
Che dici, è troppo complesso il ragionamento per il PD?

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25 07 2010
Federico

Si,Leonello,probabilmente è troppo difficile. E così si rivela che la loro non è un’opposizione scomoda,anzi. È una lagnanza continua.

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26 07 2010
Inneres Auge

Mio zio sembra entusiasta per l’arrivo del pd. Vabbè, lui crede ancora nella saggezza di Napolitano e nell’indipendenza di Repubblica.

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26 07 2010
mimmo

se i cosiddetti Aquilani si convincessero finalmente che …

uniti, attaccati, allacciati, congiunti, collegati, incorporati, fusi, inglobati, indivisibili, inseparabili, inscindibili, solidali, integrati, tutt’uno, associati, aggiunti, aggregati, vincolati, annessi, connessi, attinenti, concordi, comuni, convergenti, uguali, unici, legati, affiatati … forse L’Aquila potrebbe farcela

e che, invece, questa Città morirà col tempo se …
si è separati, divisi, staccati, scomponibili, componibili, modulari, slegati, liberi, sciolti, svincolati …

(divide et impera, affanculo la maggioranza)

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28 07 2010
leonello

sono le 4 di mattina e seguito a scrivere.
ieri una giornata intensa.
arrivo al tendone e faccio in tempo ad ascoltarti.ad un certo punto alzi anche il timbro della voce.oh federico è proprio incazzato!mi arrivano i commenti finali,l’intervento di Ettore a tutto campo.tutto finisce dopo bersani.cerco di entrare al tendone ancora pieno.ma in testa mi ronza una domanda:ma che avranno capito i deputati degli interventi degli aquilani? ad un tratto nella confusione una voce, leone’, ciao, sbracciandosi.mi giro Zizzeto.gli vado vicino, e gli domando: ma questi hanno capito niente o dobbiamo tradurlo in aquilano? si avvicina una signora bionda, mi incalza:noi siamo qui, per qualsiasi cosa chiamateci.
(lì per lì non capisco chi sia, ma capisco che è un deputato).
Rispondo secco:senta facciamo così, voi siete un bel gruppo numeroso di parlamentari.
Quindi provate ad organizzarvi,ad ogni assemblea cittadina venga uno di voi, partecipa e condivide,poi vi fa un report per tutti e ve lo porta in parlamento.
La signora era Livia Turco.

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