APOLOGIA DELLA CRICCA

24 07 2010

In Abruzzo per ritirare un premio per la solidarietà (ormai gli ci vuole una libreria ad hoc solo per quelli conquistati sul campo in Abruzzo eccetto a L’Aquila, fortunosa eccezione finora),Bertolaso non perde occasione per dire la sua sulle nostre proposte.

Le nostre, quelle dei cittadini, che gli Enti locali hanno fatto proprie.

L’ultima, ma la più importante è proprio la legge speciale per il terremoto.

Una legge organica, ed onnicomprensiva. Dove siano dichiarati con certezza i fondi annuali di cui si dispone, gli obiettivi da raggiungere per la ricostruzione, le regole da seguire, le modalità per conseguire il ritorno, negli anni, alla normalità. E norme in materia economica, sociale, occupazionale. La zona franca di fatto, e tutti quei passaggi che sono sempre stati fatti nei terremoti che hanno avuto un esito felice, come quello dell’Umbria e delle Marche. Ricostruite, sui soldi arrivati con certezza, sui tavoli che allora si costituivano tra Stato e Regioni, sugli accordi di programma e, non meno importante, ricostruite sulle regole.

Già, le regole.

Lui non le vuole. Dice “quando c’è un ostacolo che non si sa come risolvere, ci si inventa delle regole, che dovrebbero risolvere, ma purtroppo non è così”.

E’ risaputo che Bertolaso non abbia mai amato le regole.

Il concetto stesso di emergenza e grandi eventi è stato ideato dal suo Dipartimento e dalle coalizioni politiche  che ce lo hanno voluto (bicolore, attenzione, nessuno è pulito!!)  come strumento per far decadere le regole. Per agire, fare, essere fattivi. E poi lasciare ai critici il giudizio, il rilievo di quelle sciocchezze che indignano quelli che amano criticare. Appalti gonfiati, infiltrazioni mafiose, tangenti. L’importante è aver fatto. Per lui la forma non sarà mai sostanza.

Le leggi sono l’impaccio con cui non può risolversi un problema esistente. Questo dice. Ci vogliono interventi concreti e sostanziali, dice, fatti dalle persone. Sottintendendo che non tutte le persone ne sarebbero capaci; servono decisionisti, servono quelli che sappiano comandare. A costoro servono poi soprattutto quelli che eseguono senza discutere, ma sono reperibili con facilità ovunque, specie nell’Italia di oggi. Che ancora rimpiange i tempi in cui “i treni arrivavano in orario”.

Dunque le leggi non servono, anzi. Vanno evitate. Va scoraggiata la richiesta di leggi in generale. Ed in particolare da scoraggiare è quella per il terremoto dell’Aquila, destinato a fare eccezione pure in questo. Destinato a tirare avanti con ordinanze pasticciate.

Pensate che c’è gente che crede che siano proprio le leggi la sostanza fondamentale e fondante di uno Stato. Non parlo del nostro Stato, ma di quelli civili, che stanno altrove.

Altrove si, ci si vergognerebbe di fare così apertamente e sulla pubblica piazza, lapologia della cricca.

Share


Azioni

Information

2 responses

24 07 2010
gabriele

Del resto proprio l’altro giorno il suo Capo si è inventato lo “splendido” concetto di “Moralità del Fare” come risposta allo sfacelo morale prima ancora che politico ormai dilangante. Ecco! Noi siamo pervasi ormai da questa “Moralità del Fare” e L’Aquila ne è stata, suo malgrado, l’epicentro (tanto per usare un linguaggio “sismico”).

Mi piace

24 07 2010
Inneres Auge

Bertoladro non si fa rivedere più qui, almeno non dalle porte principali.

Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: