GERONTOCRAZIE, PROVINCIALISMI.

16 07 2010

C’è voluto più di un anno per trovarli. Era meglio non attardarsi ancora di più: gli esperti designati per progettare la ricostruzione dell’Aquila sono a detta di chi li ha scelti, volti e menti notissime del loro campo.

Premi qui, premi là. Non sono nostrani, ci mancherebbe.

Chiodi avrebbe definito questa scelta esotica un segno di “sprovincializzazione” del nostro territorio. Sarà, ma di solito, non sono proprio i provinciali a non credere nelle loro capacità e a rinnovare il pensiero che “fuori” le cose siano tutte migliori?

Resterò col dubbio.

E resterò con il timore che non ce la facciano. Che la sfida si riveli troppo onerosa, e lunga.

Già, il fattore tempo è purtroppo determinante non solo per noi che restiamo, ma anche per loro. Gioca un tantino a loro sfavore, infatti, che abbiano 330 anni in 5.

E noi che speravamo fosse il tempo di ricostruire ripensando la città per come dovrà essere tra 30,50 anni. Come renderla modernamente funzionale, senza rinunciare alle sue peculiarità storiche.

Mai che sia fiducia a chi si forma oggi. A chi pensa ad un domani perché nel domani dovrà vivere.

Temo si corra il rischio di affidarci a chi del domani non avrà notizie. A chi dell’oggi pensa solo quanto sia peggio di ieri, e meno peggio di domani.

Ci ricostruirà un gruppetto di arzilli vecchietti che fanno 330 anni in cinque. E chi ricostruirà loro?

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2 responses

16 07 2010
Luciano B. L.

Il libero dibattito.
E solo se siete disponibili. Senza chiudervi nella torre.
Si dovrebbe diffidare non già di persone bianche per antico pelo, ma di coloro che oggi propongono costoro invece di altri. De L’Aquila ha parlato Pier Luigi Cervellati, Renzo Piano e Mario Botta. In modi diversi nonostante siano di età non troppo diversa. E ha operato anche un grande architetto più giovane di loro.
Shigeru Ban. Con difficoltà. Ha pure fatto un seminario per parlare di ricostruzione vera con tanti giovani universitari del luogo. Ve ne siete accorti?
Ma tutto ciò è fuorviante, perché il trio Chiodi-Cialente_Fontana non è in grado di fare quello che dovrebbe.
E poiché la questione urbanistica è di competenza locale, tutto andrebbe imputato al Sindaco. Per fare un piano regolatore occorre una politica urbanistica. Questa deve essere locale, nel senso di concretamente tesa ad esaltare gli interessi della collettività locale. Poi poco importa se il tecnico incaricato per la redazione viene da fuori e ha più o meno di … anni. Invece, servono dei tecnici locali per attuare questa politica urbanistica in modo coerente. Come a Napoli, con i “ragazzi del piano” di cui parla Vezio De Lucia su Eddyburg.it
(Segue, se sono ancora legittimato: ho quasi 70 anni).

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16 07 2010
Federico

Mi aiuti a dire,Luciano. Mi aiuti a dire: a caldo,salta all’occhio questa veneranda età;non che costituisca motivo pregiudiziale per rigettare le loro idee,ma francamente: non so di chi sia opera, e non fa nemmeno esattamente al caso nostro,ma Berlino? Vogliamo avere il coraggio di osare,o ci limitiamo all’archeologia? Dopodiché ben venga anche un novantenne,ma con idee fresche ed attuali!

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