VI BASTI QUESTO

9 07 2010

Oggi si sciopera contro la legge bavaglio. Sono nel numero di coloro che ritengono che questa giornata la si sarebbe potuta dedicare ad un fuoco di fila in cui inzeppare tutto ciò che grazie alle intercettazioni abbiamo saputo, e che non sapremo più. Mai più, fin quando non verrà il momento, se mai verrà, in cui questo sconcio verrà cancellato per sempre dalla nostra nazione.

Nella fattispecie, gli Aquilani, con le intercettazioni e la loro diffusione  di cose ne hanno sapute un bel po’.

A cominciare dagli sciacalli che ridevano, passando per le indagini che hanno coinvolto il senatore Verdini che si è speso per fargli avere appalti tramite il consorzio Federico II proprio in casa nostra. E che li aveva fatti parlare con il Presidente della Regione Gianni Chiodi; il nostro attuale commissario per la ricostruzione. “un amico”, lo aveva definito Verdini. Amico di chi, dovremmo sapere. Le indagini saranno ostacolate. Le verità accertate dalle vive voci dei delinquenti registrati non potranno essere più di dominio pubblico. La libertà, è condannata a restringersi sempre più. Inesorabilmente. E noi a farci bollire un grado alla volta, da una dittatura sempre meno dolce. Sempre più violenta.

Oggi ve ne do una prova grazie a quello che secondo me è un capolavoro di un ragazzo aquilano, Luca Cococcetta.

Più di ogni parola, più di ogni proclama, più di ogni grido in questo giorno di sciopero, vi basti questo.

No al bavaglio. Non imbavagliamoci noi per primi.

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5 responses

9 07 2010
adele falabella

Grazie Federico e grazie a Luca Cococcetta,bellissimo filmato e commento.Siete un popolo con tanta dignità. Vi oscurano,vi tolgono visibilità perché siete la prova vivente del loro fallimento e delle loro menzogne.Temono la presa di coscienza e conoscenza del resto della popolazione “italiota”,che potrebbe,forse,alzare la schiena e ribellarsi. Io ci spero,così non si può più andare avanti. Siamo noi il popolo sovrano, al momento privi di rappresentanti,i nostri diritti vanno rispettati,che gli piaccia o no,con le buone o con le cattive:si decidano, il popolo civile è stanco.

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9 07 2010
Attilio

Ho bisogno di capire una cosa. Secondo te come mai gli aquilani hanno votato in massa PDL malgrado a quanto sembra fosse sotto gli occhi di tutti che il terremoto fosse una scusa per una lottizzazione spaventosa? che le case nuove venivano costruite fuori dalle rotte dei vecchi centri urbani etc, etc. Sindrome di Stoccolma. Ho bisogno di capire perchè è successa la stessa cosa anche in Sardegna, hanno mandato a casa Soru che si proponeva di far arrivare alla regione parte dei profitti del turismo (normalmente gestite dalle multinazionali del lusso e del diporto) e ora si trovano con le coste usate come discariche.
Ho bisogno di capire perchè gli italiani votano così.

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9 07 2010
Venosa Concetta

Quanta amarezza….vedere queste immagini indigna perchè ormai siamo impotenti verso questo potere politico che ha dimenticato cosa sia la democrazia….questi infami sfuttatori vanno mandati a casa ad ogni costo…. siamo solidali con voi…

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9 07 2010
Federico

Attilio, ti ringrazio per la tua domanda.
Ne ho parlato, a caldo(all’indomani delle elezioni provinciali), quì
https://stazionemir.wordpress.com/2010/03/30/ma-che-colpa-abbiamo-noi/

Ad ogni modo, oggi che sono passati mesi, credo che chi abbia punito più di tutti la Pezzopane siano stati proprio gli elettori di centro-sx. E non posso dargli torto. E’ stata muta cieca e sorda rispetto a quanto gli dicevamo noi. Ha creduto che pagasse di più non attaccare apertamente la mistificazione del Governo, non smontare il cosiddetto “miracolo”.
Il motivo per cui gli italiani votano così è questo.
Non abbiamo un’opposizione. Noi non ci riconosciamo nella loro “debolezza”, che ci puzza di inciucio. E non a torto. Noi non vorremmo che si trattasse su certi argomenti. A L’Aquila non abbiamo voluto che si speculasse in maniera clientelare su ciò che noi vedevamo come mafia,appalti illegali e cricche, e su cui la nostra sinistra nazionale e locale ha miseramente taciuto.
Va colmata questa distanza con la politica. La politica dobbiamo ricominciare a farla noi.

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9 07 2010

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