ORGOGLIO NEROVERDE

30 06 2010

Se vogliono prenderci per il culo, facessero pure. Ma stessero attenti che gli Aquilani non riescano a prenderli per le palle.

Qui si è piuttosto stufi, per usare un eufemismo, delle elargizioni dell’ultimo secondo, ad un minuto dal fischio dell’arbitro.

Domani si ricominciano a pagare i mutui, per chi non ha già ricominciato a pagarli mesi fa, quando s’è chiarito che alcune banche avevano intenzione di applicare interessi aggiuntivi sul periodo della sospensione dei ratei stabilita all’indomani del terremoto.

Ed oggi il testo depositato per l’emendamento all’articolo 39 della Finanziaria in votazione la prossima settimana: è ridicolmente identico a quello paventato prima che, in 20.000, scendessimo in piazza. Sospensione per 6 mesi, giro d’affari di 200.000 euro nel 2008 il tetto massimo. Si restituisce il 100% in 60 rate.

Umbria e Marche? altri tempi. Oggi c’è la crisi….

Qui si è piuttosto stufi dell’ostinazione con cui si continua a tenere sotto scacco un’intera città, capoluogo di regione: rimandare di sei mesi in sei mesi la decisione di strutturare con una legge organica ed omnicomprensiva gli interventi finanziari e non solo di cui L’Aquila e la sua popolazione hanno non solo bisogno, ma DIRITTO, significa ricattarci tutti. Significa non lasciare che qui ci senta liberi di essere gli imprenditori che questo governo crede erroneamente di incarnare, che non ci senta liberi di essere consumatori. Che non ci si senta liberi, semplicemente, di fare una vita meno precaria di quella d’oggi in una città terremotata e desertificata.

Qui c’è gente che torna dalla costa e si suicida buttandosi dal 5° piano di un palazzo nemmeno suo, che forse non può nemmeno raggiungere casa propria per decidere di farla finita: è successo 3 settimane fa sulla via dove abitavo fino al 5 aprile. Nessuno ne ha parlato. Ed era il secondo suicidio in due settimane.

Qui, si è stanchi, stufi, e incazzati. E molto.

Spazzerei, se solo potessi, la gentaglia che dovrebbe decidere del nostro futuro e dimostra, ad ogni livello di essere totalmente inadeguata. I loro sforzi sono degni di miglior causa, le loro attenzioni rivolte alle loro personali pendenze giudiziarie.

Mentre qui, a pendere, come in una macchina con due ruote già fuori sul baratro di un burrone, è un’ intera città. E’ un’ intera popolazione. E’ un capoluogo di regione, una città con più di 700 anni di storia alle spalle.

Ogni sei mesi, arriva qualcuno che ci tira un centimetro indietro, e il precipizio si allontana. Basta nulla per cadere. Nei sei mesi seguenti, si resta a bordo, sempre in numero più esiguo, sempre più immobili, ché un gesto piccolissimo può significare il volo. Forse è questo, che si vuole. Gente immobile, che giudichi ognuno di quei centimetri, e ogni volta, come una benedizione.

Non è degna d’essere vissuta una condizione come la nostra. Purtroppo, in Italia, è sempre meno degna d’essere pure raccontata.

Il 7 luglio dobbiamo andare a Roma. Devono darci il carro attrezzi. Finora ci siamo retti con lo sputo, inizia a mancare perfino la saliva. Chi non lo farà, ai miei occhi,non ha scusanti.

E nemmeno orgoglio; orgoglio nero-verde.

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5 responses

30 06 2010
Raffaella Caroprese

l’unico rammarico è di non poterci essere il 7… ma inutile dirlo: sono con voi!

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30 06 2010
Fiorella Giannangeli

Spero proprio che saremo tantissimi:-))))

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30 06 2010
Antonio

Bisogna rassegnarsi, ormai la regione dell’Abruzzo dovrà essere proprietà del vaticano. Non mi voglio dilungare, perchè già per tanti di voi, questa è una ipotesi da tenere in considerazione. Il disastro, è inutile negarlo, è già stato fatto (ovviamente non parlo del terremoto, ma di qualche anno prima).
Che fare? Non lo so, ma forse lo saprei e non mi va di dirlo.
Mi dispiace per voi ed anche per me, perchè ora sta toccando a voi, poi toccherà anche a qualcun altro. Speriamo in bene? Non so.
Antonio.

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30 06 2010
adele falabella

Federico ed Aquilani,RESISTERE,RESISTERE,RESISTERE!!!!!!!!!!!!!!!!
Il mondo civile e informato è con voi,non desistete dal chiedere con forza il rispetto dei vostri diritti e della vostra dignità.Con affetto e solidarietà

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30 06 2010
maria giulia

Detesto la rassegnazione
detesto chi non sa ma forse sa , chi sa , ma forse non vuol dire ;
chi guarda alle altrui disgrazie pensando solo : meno male che non e’ toccato a me –
In quanto alla rassegnazione senza lotta , lungi dall’appartenete a mistici ed asceti
è solo prerogativa degli egoisti , dei pavidi e dei codardi.
Grazie a tutti coloro che anche solo con le parole ci sostengono e ci incoraggiano .
Grazie perchè abbiamo comunque bisogno di sentire l’affetto e la solidarietà : siamo pienamente consapevoli di aver intrapreso una strada difficile , comunque continueremo .

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