MALA TEMPORA CURRUNT

29 06 2010

Lo scopro per caso, perché mentre studiavo mi arriva un’ e-mail da un amico di facebook. M’ha linkato sulla bacheca un’ articolo di Repubblica di stamattina a firma di Antonello Caporale.

Parla del commissario vescovile aquilano, e non resisto alla tentazione di non rimandare la lettura.

Risulta un esercizio non vano: scopro che la Curia dell’Aquila ha fondato una s.r.l. che si chiama Aquilakalo’s.

Capitale sociale versato 10.000 €, e presidente monsignor D’Ercole.

Dall’intervista riportata scopro che però D’Ercole sta per dimettersi, anzi dice d’averlo già fatto sapendo di mentire, perché risulta ancora presidente della s.r.l.

Cosa ci fanno i preti con una impresa di proprietà?

Ci gestiscono il danaro che arriva per le ristrutturazioni dei beni ecclesiastici dell’Aquila. Che sono un’enormità, e rappresentano buona parte delle nostre bellezze. Valori inestimabili, che lo Stato italiano di certo finanzierà con fiumi di miliardi. La Chiesa, si sa, è povera.

E allora bisogna saperli spendere. saperli far girare, ‘sti quattrini.

Mi domando a cosa serva la Sovrintendenza. Mi domando perché lo Stato debba consegnare quattrini nostri alla Chiesa, che poi decide come spenderli, dove indirizzarli, a chi darli e per fare cosa decidono loro. Inutile nemmeno ipotizzare la quantità di giri clientelari che si attivano dietro un circuito “virtuoso” come questo.

Penso che Balducci era/è il galantuomo di Sua Santità. E’ tutto un programma.

D’Ercole, che fiuta l’aria che tira,annuncia di volerne uscire. Che il Presidente della s.r.l. sarà un prete, ma non lui. “non vorrebbe, tra qualche anno, rimanere invischiato in qualche storia”.

L’importante è aver messo in piedi la macchina. Gli ingranaggi poi, si oliano.

Se non ce la fa lo Stato a metterci la tassa di scopo per ricostruire L’Aquila, state certi che ce la fa il Vaticano. Potrebbe non essere la stessa cosa. Opere di carità la Chiesa non ne fa, ma mi va di immaginare uno scenario non troppo campato in aria, se non si ha la memoria labile: la s.r.l. compra immobili danneggiati da cittadini esasperati dalla lentezza elefantiaca della ricostruzione guidata dallo Stato; ottiene così finanziamenti pubblici per i restauri, che vengono fatti dai sagrestani di turno. La città, prima o poi è ricostruita, ma non sarà più nostra.

Un democristiano che i preti li conosceva fin troppo bene diceva che “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”.

Dopo un presidente operaio, abbiamo anche il prete imprenditore. Imprenditore coi soldi degli altri. i nostri, i vostri. La Chiesa, si sa: è povera.

Mala tempora currunt, da 2000 anni a questa parte.

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One response

29 06 2010
Fiorella Giannangeli

Ti invito a leggere Vaticano SpA, è tutto un programma…e poi invocano pure l’immunità per la pedofilia, come successo negli USA, CHE PERò NON L’HA RICONOSCIUTA (cORTE sUPREMA) Che schifo… per fortuna non ho mai destinato l’8 x mille alla chiesa cattolica

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