FLUSSO DI COSCIENZA #1

26 06 2010

Sono giorni che vado avanti con inerzia.

Un po’ è che non c’ho voglia, un po’ è che alle volte sono troppo incazzato e rischierei una querela se scrivessi tutto per intero ciò che penso.

Non so, forse capita anche a voi, ma queste settimane iniziano a pesare. Ci sarebbe molto da fare, molto meno da dire. Troppo da ottenere.

Mi viene anche un po’ paura che, troppe persone si stiano stancando di vederci sempre incazzati. E in generale che dell’Aquila non freghi più di tanto a nessuno.

Certo la situazione è grave, ma non è seria: non è serio che si dica “i soldi ci sono, siete voi che non sapete spenderli” di fronte a 400 milioni di debiti lasciati dalla Protezione Civile (un nome che comincia ad urtarmi sempre di più, che dentro di me comincia a farmi sempre più pensare ad un “centro di controllo e mistificazione della qualunque”, parlo del Dipartimento, non dei volontari… anche se, guarda un po’ se dobbiamo ogni volta starlo a specificare!).

Verrebbe da chiedere: ” e allora perché ne avete dovuti di corsa versare 800, di milioni?” Beninteso che ce li siamo già fucilati tutti, tra debiti e spese fisse di “gestione dell’emergenza”.

Dietro questa locuzione si nasconde la sottile verità: c’hanno affossato con una condizione ingestibile, finanziariamente e logisticamente; gli aquilani pendolari consumano più treni di gomme di Alonso in un gran premio, e fanno una vita di cazzo, per di più lontani ore di macchina dai ruderi della loro città. E noi, che in città siamo, incominciamo a non avere manco più tanta voglia di vederli, i ruderi.

Poi dico, fra me e me: il blog va bene, ma su questa storia della classifica di Liquida .it, incomincio ad andarci sul serio fuori di testa: ho scoperto, per caso, che esiste una classifica dei blog più letti. Ne hanno censiti 32.000 e il mio blog  era al 600° posto o giù di lì.. Sprizzo gioia da tutti i pori, e continuo, giornalmente a ricontrollare, chissà mi fossi sbagliato. E invece no, il mio “blogghino” scala impavido la classifica. Ieri era 499°, oggi, 496°. Un ascesa che mi spaventa e inorgoglisce.. Mi sorprendo a volerlo cambiare, rendere più bello. Dice che squadra che vince non si cambia, e io invece ci provo. Poi, la ragione, fortunatamente prevale: io non vi conosco. Non tutti, evidentemente. Non so cosa preferite, e in fondo il mio blog deve piacere a me. Ma deve interessare anche a voi, fatelo girare insomma..ci vuole che la gente lo sappia quello che succede. Ma forse lo fate già, altrimenti non saremmo lì in classifica, e poi, un blog che parla di sciagure. Di cosa preferireste si parlasse? Ogni tanto ce la mettiamo un po’ di carne? Tu guarda dove è arrivato Berlusconi mettendo una sfilza di culi davanti ad una telecamera e programmi demenziali. Ha piallato l’elettroencefalogramma di una nazione, e si è fatto strada. Noi Aquilani dobbiamo fare invece il percorso inverso, e riattivare il dubbio, la curiosità, la voglia di scoprirsi la realtà che nessuno racconta e tutti censurano, o peggio, danno a piccole dosi. Vedi il TG2: dice “no, no, Aquilani, noi i 30 secondi li abbiamo mandati il giorno dopo la mattina alle 6,30, quindi di voi sì è parlato!”.

Dio, che nervi. Quanto è difficile farsi ascoltare quando devi argomentare. Quando con lunghi periodi verbali devi smontare la mistificazione. Cerchi nuove strategie, nuovi mezzi per comunicare brevemente. E breve, questo post, di sicuro non lo è. Anzi, per scusarmi ho deciso che ci faccio una categoria a parte. La chiamo FLUSSO DI COSCIENZA, così potete tranquillamente aggirare gli sfoghi di un ingrato fra tanti. Che poi di cose da dire più degli altri non ne ha. Siamo stanchi, e la vita ci imporrebbe di dare la priorità a quei treni che non ti aspettano e che non ripassano due volte. Ogni tanto dici: ma la posso salvare io la mia città? Se ne occupassero altri, io ho troppo da fare, e a me poi chi mi salva?

Rischiano di prenderci per sfinimento. E allora hai voglia a suonare la carica, a dire che il 6 Luglio tutti a Roma, così magari pure Piccone(per chi non lo sapesse, il senatore Marsicano che poggia il suo culo su qualche poltrona importante a Roma) inizia a smontare da quella faccia di bronzo che si ritrova, e smette di romperci le palle, di fare ostruzionismo per L’Aquila sperando che la sua miseranda Avezzano diventi qualcosa di più del paesotto di ricchi contadini che è, e fa aprire la borsa al suo governuccio da strapazzo che affossa l’Italia e l’Aquila più degli altri.

Pagheremo 200 milioni di Euro di tasse in più rispetto a tutti gli altri Italiani, un successone.

Loro si che ci tengono alla dignità dell’uomo e della famiglia.

E così, mi viene un dubbio. Legalmente, se un operaio/autonomo/dipendente ospitato in C.A.S.A.o M.A.P. si incominciasse a vendere la preziosa mobilia…così, per tirare a campare, che gli potrebbero dire?

E’ un idea su cui riflettere. Chi è informato ci faccia sapere. Tocca essere originali, fare noi la finanza creativa. Tremonti Docet.

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Se vi sembrerà utile alla causa, diffondete questo sfogo senza la giusta punteggiatura, e senza freni inibitori. Può essere che funziona. A me credo abbia fatto bene. Sì.


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6 responses

26 06 2010
Miss Kappa

La preziosa mobilia non vale una mazza, Federico, e tu lo sai bene: è roba Mondoconvenienza, pagata come roba di lusso. Con i nostri soldi.
Capisco il tuo scoramento, che era lo stesso mio, prima di partire. Ero stremata da giorni e giorni di lavoro e lotta che a nulla avevano portato. Fuori non ci cagano, Federì. In Sicilia non sanno neanche bene dove si trova L’Aquila e neanche del terremoto si ricordano più. Hanno tanti di quei problemi enormi dei loro. Ogni giorno è uno sciopero, una manifestazione. Ma noi non lo sappiamo, ovvio. La TV non ne parla. Nonostante tutto si va in vacanza, anche con la crisi. Si fanno meno giorni, ma, comunque, ci si va. E noi scompariamo. Ma la lotta deve continuare. Non si può abbandonare. Non possiamo fare altro, amico mio. Se non andare via. Ma questo non è il mio caso. Il tuo non so. Se avessi 27 anni, ci penserei proprio a squagliarmela. All’estero.
Un bacio.
A presto.

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26 06 2010
adele falabella

Caro Federico,io sono tra quelli che ti seguono e vi seguono(TV1L’Aquila,3,32,Misskappa),il tuo sfogo è naturale e condivisibile.Ricordati ,però,che la tua “incazzatura”,unita alla tua intelligenza,capacità e consapevolezza, è la sana molla che ti consente e ti obbliga a non mollare. Stai sicuro che io non ti mollo,sia nella puntuale cronaca che nei “flussi di coscienza”. Io,pur essendo lontana,mi sento coinvolta perché penso sempre: e se fosse successo a me,ai miei figli,alla mia città,alle mie cose care? Sicuramente l’indifferenza e lo sciacallaggio delle istituzioni e delle persone mi avrebbe fatto più male della stessa catastrofe.Scusa se mi sono dilungata,mi sono fatta prendere dalla mano e dal cuore.Un materno abbraccio

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26 06 2010
Fiorella Giannangeli

Federico, momenti di sconforto penso che siano frequenti un po’ in tutti noi, vuoi lo stress, la stanchezza, lo sfinimente, ma NOI dobbiamo risvegliare i cervelli degli Italiani e CE LA FAREMO:((- io comincio a vedere qualche cambiamento, persone che si informano, che vogliono sapere la verità sulla situazione dell’Aquila, mentre prima c’era un appiattimento totale sul “miracolo”.
SUONIAMO LA CARICA E ALL’ATTACCO!!!! Non ricordo dove, ma ieri ho letto – forse l’hai scritto proprio tu – “PER RISORGERE BISOGNA INSORGERE” e lo stiamo facendo… coraggio!!!!

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26 06 2010
Federico

Non mollo,non si può. A 27 anni il
fallimento non è una variabile contemplata.
Guai se lo fosse. Si va avanti e ci si sfoga.

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27 06 2010
dru

carissimo, non mollare, non farlo per noi, ma per te stesso, non mi sembri il tipo che riuscirebbe a convincersi che non ce la facevi più…se c’è una frase che mi dà i brividi è mal comune mezzo gaudio (anche se capisco che in tanti è un po’ meno dura sopportate un dolore) e nonostante tutto ti vorrei far riflettere sul fatto, che uno spirito battagliero come il tuo, lasciata una guerra, ne troverebbe ovunque un’altra, guarda come siamo presi in italia! e se te ne andassi da questo paese, troveresti ancora lotte da intraprendere, ingiustizie, dolore…che ti chiamerebbero che ti costringerebbero a reagire..a questo punto non ti sembra giusto continuare a lottare al fianco dei tuoi amici? nel mio piccolissimo ti sono vicina e diffonderò come posso i tuoi pensieri, sempre grata per quello che fai…ciao

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27 06 2010
mimmo

… fai semplicemente parte di quell’Italia -purtroppo oggi minoritaria- che non china la testa di fronte ai cafoni, ai prepotenti e alle veline.

Come altri ho la sensazione che oggi stiamo vivendo “gli ultimi giorni di Bisanzio” e prima o poi vedrai che torneranno in auge -in questo infelice Paese- la compostezza, la buona educazione, l’amore dello studio e delle cose belle.

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