VASO DI COCCIO

24 04 2010

E’ notizia di oggi che il Sindaco dell’ Aquila si è scusato con Guido Bertolaso per “l’incidente” che ha portato alla votazione con cui il Comune gli ha negato pochi giorni fa la cittadinanza onoraria.

Mi trovo, nell’apprendere questa notizia e nel leggere le dichiarazioni rese dal Sindaco ai giornali locali, ancor peggio che se la cittadinanza onoraria gli fosse stata conferita. Beh, quasi peggio, diciamo.

Non si evince infatti, quale sia la ragione per cui il Comune, prima la neghi, e poi se ne scusi.

Anzi, si evince benissimo: ed è che fanno pena.

Non hanno il coraggio delle loro azioni, nemmeno in quelle rarissime occasioni in cui delle azioni decidono d’intraprenderle.

Pare ci sia stato un problema solo riguardo ai tempi dell’operazione. Il nostro Sindaco, dicono i promotori dell’iniziativa ( e Cialente non smentisce), avrebbe preferito posticipare ancora la discussione della proposta, reputando i tempi non maturi.

Già, tempi non maturi. Come minimo avrebbero dovuto attendere che si definissero le posizioni giuridiche di Bertolaso nei confronti della popolazione Aquilana, visto che lo si indaga per omicidio colposo (in conseguenza dell’eventuale mancato allarme, a seguito della scossa che si ebbe qui il 30 Marzo 2009, dopo mesi (3) di quotidiane scosse telluriche)..

Aggiungono anche che il Sindaco avrebbe gradito un simile pronunciamento da parte del Consiglio Comunale anche per altre figure intervenute a L’Aquila, come i Vigili del Fuoco ed altri volontari.

(noto a questo riguardo, che premiare Bertolaso, non equivale in alcun modo a premiare la Protezione Civile, che non è una sua estensione. Se si premiano i corpi, non si premiano solo i loro vertici)

E allora, il Sindaco, di cosa ha da scusarsi? Con Bertolaso, poi.

Avrebbe ben più di cui scusarsi con i suoi concittadini, per la assoluta cecità della sua amministrazione, incapace di programmare la ricostruzione, incapace di reclamare il ruolo che le spetta di diritto, incapace di reclamare un trattamento (anche e non solo fiscale) di pari dignità rispetto a tutti i terremoti prima del nostro.

Che non è il terremoto d’Abruzzo, ma è il terremoto dell’Aquila. L’Aquila.

Quella città medievale martoriata dalla natura, dall’uomo, e condannata a peggior sorte futura da un Sindaco come Massimo Cialente, capace di scontentare i suoi elettori al pari (e forse anche di più) dei suoi oppositori.

Un doppiamente incapace.

Un personaggio Manzoniano: vaso di coccio, tra vasi di ferro.

Che aggiunge i cocci della sua dignità, ai nostri, che tutto abbiamo perso, meno che l’orgoglio di rivendicare la libertà di critica.

Critica anche per un meritatamente non-cittadino onorario come Guido Bertolaso.

Critica motivata, a prescindere da altrui scuse.


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4 responses

24 04 2010
Antonio

Per prima cosa il signor Guido Bertolaso vada a parlare con chi gli può contestare qualche reato di cui si parla. Se dovesse risultare innocente da qualsiasi accusa, gli si può dare la cittadinanza onoraria, ed altro. Il sindaco dell’Aquila ha solo dimostrato di che pasta è fatto: aver fatto capire a chi lo difende di fare gli interessi dei potenti, piuttosto che gli interessi degli aquilani che lo hanno votato; quindi non vedo come possa rimanere al suo posto di sindaco, se i suoi interessi sono altrove. Se fosse una persona seria, dovrebbe immediatamente presentare le proprie dimissioni. Però, si sa, le persone serie ormai in Italia si sono estinte. Speriamo nei prossimi secoli…
Antonio.

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24 04 2010
Patrizia

Cialente pensasse a fare un elettroshock ai dipendenti comunali che hanno (avrebbero…) il compito di mettere qualche timbro sui progetti della case B e C… pare che si impaludino tutti al Comune… non è lui a dire che bisogna sbrigarsi con le B e le C per far rientrare al più presto le persone?

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24 04 2010
Luciano B. L.

Forse, si scusa perché sarà stato richiamato a farlo da coloro che già in altre occasioni hanno approvato e premiato San Guido. La pur brava ex presidente della Provincia ed il pure di “sinistra” rappresentante dei Comuni di tutta Italia, al secolo il noto Chiamparino, sindaco di Torino.
Oppure si scusa solo perché obbligato a farlo dall’esigenza di manifestare coerenza con suoi comportamenti di condivisione di tutto l’operato bertolasiano (ad eccezione dei dubbi iniziali sulla mancata allerta della popolazione prima del sisma). In particolare, dell’insostenibile Progetto C.A.S.E., come più volte dal sottoscritto, quasi inutilmente, denunciato.

Se penso a come è apparso “svaporato” (v. A. C.) anche nella trasmissione di vespa che sferrava pungenti attacchi all’intero movimento delle carriole, sono propenso ad optare per la prima ipotesi. Un movimento di “rivolta e partecipazione” non pare essere più gradito da certi vertici del PD. A malapena, il movimento per il “lavoro e la sostenibilità” è stato tardivamente “visitato” da L’Unità. Ma, il vertice è solo troppo concentrato sulle grandi riforme istituzionali. Quindi, mi rattrista che egli stia anche tra questi altri vasi di durissimo coccio.

Però, da parte vostra, ora servirebbe poter svelare con maggiore chiarezza anche le connivenze e le incapacità interessate dei funzionari della pubblica amministrazione che prima hanno assecondato le scelte nefaste della Protezione civile ed ora tacciono sulla perdurante stasi della ricostruzione. Stasi evidentissima, oramai, ma anche oscura perché posta in essere da ignoti eccellenti.

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26 04 2010
D'Errico Michele

L’Aquila bellissima citta’. La lasciai negli anni 50 per emigrare,e l’ho sempre avuta nel cuore,come pure i tanti miei amici. Cosa possiamo fare per aiutarvi a ricostruirla? Facciamo una raccolta di fondi visto che i politici si muovono a rilento. Fate sapere se e’ una buona idea.

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