VOGLIO SCENDERE

17 04 2010

Sembra che sia fatta. Chiodi esce, rientra Bertolaso.

Il Commissario Chiodi,dopo tre mesi di gestione della ricostruzione de L’Aquila, sembra stia per lasciare la palla ad altri, ma solo dopo questi atti che ne denotano la capacità amministrativa:

– Ha devoluto il compito di rimozione delle macerie alla gestione centrale dello Stato

– Ha ottenuto faticosamente una proroga di tre settimane per l’esenzione dal pedaggio autostradale per i lavoratori pendolari Aquilani, ancora oggi sulla costa o altrove (dovunque, insomma, fuorché L’Aquila)

– Ha contribuito alla proclamazione dell’osceno periodo feriale di ben 42 giorni che il Consiglio Regionale si è “concesso” ad Aprile per riprendersi dalle fatiche dell’anno 2009 ( ben 29 sedute consiliari in un anno)

– Ha rifiutato di dare udienza alla cittadinanza che chiedeva partecipazione al processo decisionale che disegnerà il loro futuro, sul quale a Porta a Porta del 6 Aprile 2010, ha parlato di un “necessario riserbo”, dal quale si evince che non dobbiamo poter sapere cosa ci aspetta. Non è nostro diritto: la regia si chiude in cabina, i figuranti aspettano direttive.

Ebbene, dopo queste fulgide prove d’efficienza amministrativa, immagino che a più d’uno siano saltati i nervi.

Non solo tra noi, gente comune, ma anche a Roma.

Prova ne sia, che le voci secondo cui Guido Bertolaso stia già preparando la valigia per L’Aquila si rincorrono non smentite.

Provo ad immaginare lo scenario che si delineerebbe in tal caso.

– Ritorna Guido, ritorna l’emergenza.

– Ritornano gli appalti “rapidi”, i controlli a posteriori, qualche sciacallo si fruga le mani, e giù nuove risate per lo scampato pericolo di restare a bocca asciutta. Ce ne sarà per tutti, in fila per sei e col resto di due.

– Una bella fetta di Aquilani, memore dell’efficienza dimostrata dal Guido nazionale, affollerà le strade, gettando petali di rosa sul suo cammino, accogliendo  quasi 70 anni più tardi, il ritorno delle truppe alleate, venute a liberarci. (Dai nostri amministratori, stavolta).

– Si ritorna allo schema già visto, quello in cui tutti stavano ad aspettare che la pappa ci venisse cotta, e propinata senza darci nemmeno il menu.

Del resto, in questo modo, il Governo segnerebbe qualche punto a favore: l’intoccabile Protezione Civile, la sua mancata trasformazione ad S.p.A., la sua abortita ufficializzazione in qualità di incontrastato general contractor dell’emergenza, a L’Aquila potrebbe tornare a fare le grandi prove generali di gestione della “fase 2”: e allora, basterà raccontare dei suoi inenarrabili successi, tornare a montare un bel set quando la prima famiglia sarà rientrata nella sua casa di, che so, Santa Maria di Farfa, per tornare ad estendere a reti unificate il messaggio che in così poco tempo, anche la fase 2 è stata gestita al meglio.

Che Guido e suoi mezzi, proprio ci volevano. Che se non fai così, non fai mai nulla.

In più, in questo scenario, il ruolo dei Comitati, e dei cittadini attivi e non organizzati come il sottoscritto, diventerebbe alla prima parola proferita, l’ennesima prova d’ingratitudine.

E a quel punto, la voce dei “dissociantisi”, (che però non si è mai capito cosa vogliano per il futuro, essendosi limitati a dire che a loro, il nostro passato va più che bene) sarebbe ancora più alta, isterica: già me li vedo, e me li sento.

“Guido Santo subito”, “Adesso pensa a tutto lui”, “Lasciatelo lavorare!!”

Per poi, magari, lasciare spazio ad una sua ecumenica dichiarazione, dalla torre d’avorio:

“Chi non suona, non stona”… e la mistificazione è completa.

Di certo, se questo è il disegno per il prossimo futuro, vedo nubi grosse all’orizzonte.

E bisognerà essere bravi, perché in una situazione del genere, si rischia di soccombere senza nemmeno aver il tempo d’accorgersene.

Viviamo un momento in cui il cittadino che ha proposte da fare, è vissuto come un intralcio. Quel cittadino, va dipinto come esponente minoritario, prepotente (come disse il Prefetto Gabrielli, che si sta guadagnando sul campo la poltrona di vice- Bertolaso): di più, quel cittadino merita la scomunica e calunnia pastorale di un Vescovo dimezzato.

Si sa, che alla maggioranza delle persone, piace essere comandate.

Purtroppo, non c’è capitata la grazia di essere così anche noi.

Quanti scazzi ci saremmo risparmiati. Ci sarebbe andato bene tutto. Avremmo invariabilmente guardato sempre e comunque il bicchiere mezzo pieno, senza stupirci più di tanto di vedere il livello dell’acqua scendere sempre più; e se un giorno magari fosse finita, avremmo pure invocato la pioggia, per tornare a sperare.

-Una C.A.S.A.? Grazie padrò!

-La tua vera casa, quella per cui paghi il mutuo col sangue, te la facciamo ricostruire (forse, e solo se ritengo sia il caso) fra dieci anni? Grazie padrò!

-La ditta che ricostruisce il tal palazzo è mafiosa, e gonfia gli appalti? A me basta che lavorano, del resto non mi frega niente…Grazie padrò!

Questo è il clima, non credo d’averlo esasperato eccessivamente.

E allora, tocca essere proprio bravi, e fare in modo che nessuno abbia modo di dire che siamo critici su tutto, che sappiamo solo dire no.

Se solo qualcuno, dall’alto, ci desse la possibilità di esprimere ciò che chiediamo.

Chiediamo, con fermezza, ma sempre di domanda si tratta.

E invece mi pare che più d’uno di coloro che cerchiamo di raggiungere abbia sposato la tesi per cui “domandare è lecito, rispondere è cortesia”.

Si pone un problema: cosa mai restino a fare (se il quadro sarà questo) degli Amministratori locali che non hanno la capacità personale, politica, né siano dotati degli strumenti tecnici necessari a svolgere il loro compito. E che tali strumenti, non li hanno mai voluti nemmeno chiedere, anzi pretendere.

Dovrebbero, quindi, andarsene. Gli unici che non possono farlo sono gli Aquilani, che restano così, a guardare cos’altro potrà mai succedere.

L’Aquila, domani potrebbe essere la Repubblica di Bertolaso. Una sorta di San Marino del Governo Berlusconi, uno staterello autonomo dalle leggi nazionali, e però così dipendente da “esterni”.

E’ un incubo, senza fine.

Fermate il mondo, voglio scendere.

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3 responses

17 04 2010
molletta

più che san marino salò

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17 04 2010
leonello

caro Federico non è il problema bertolaso, è un problema di sistema-cultura.
può tornare o non tornare,non ha importanza.
Non credo affatto che se Bertloso va in Africa,come disse tempo fa, la ricostruzione avrebbe modo di essere più congrua ad essa.
Rivolgo invece la mia attenzione verso le autorità locali Vice commissario-Sindaco e le due strutture di supporto alle due funzioni. Tutto è vago ed avvolto
in una nebbia, dove il sospetto del malaffare è sempre dietro l’angolo, se ne parla tra i cittadini,se ne accenna, qualcuno si spinge a fare congetture quasi fossero testimoni oculari. Queste condizioni non giovano a chi deve prendere decisioni di lavoro, a chi vuole aprire un’attività. Soprattutto creano un grande disagio ai giovani che non hanno certezze e riferimenti per il loro futuro.
Isomma non sarebbe il caso di riscoprire un termine che fino a pochi mesi fa si sentiva, ma che ora è scomparso completamente nel lessico quotidiano?
TRAPARENZA!

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17 04 2010
franco taccia

31 marzo 2009: i rappresentanti della protezione civile dicono che c’e’ qualcuno che fa il menagramo, che tutto è sotto controllo, che Bertolaso si è addirittura privato di un braccio, quello destro, per inviarlo a L’Aquila; adesso sento dire che dovrebbe tornare e sinceramente mi girano…….L’unico contento sara’ chi voleva farlo santo.
A Leonello vorrei invece dire che le sue considerazioni, in linea teorica non fanno una piega. Poi pero’ c’è da dire che, al di la delle capacità di chi attualmente guida la citta’ (colpa nostra se scegliamo sempre male) c’è la realta’ di un “comune” privo di risorse, nel quale persino per rifare il fondo del campo di Acquasanta deve metterci bocca la protezione civile, la stessa che con un colpo di mano ha imposto la costruzione a Piazza D’Armi, zona che doveva essere destinata a verde pubblico, a tempo di record, di una struttura, per carita’, utilissima, che poteva tranquillamente essere realizzata altrove con annessa chiesa (siccome 99 non bastavano adesso c’è la centesima!). Una citta’ nella quale decine di migliaia di studenti universitari vagano come profughi, in cerca persino di una mensa che non esiste e aspettando la costruzione della casa dello studente, con fondi disponibili ma non utilizzabili, visto che la regione non li sblocca.
Leonello parla di trasparenza, giustamente, e intanto costruiscono la “baita” a S. Bernardino per l’architetto responsabile della sicurezza nei cantieri (chissa’ quanto è costata?) e a dieci metri, sulla scalinata, le “edicole” che stanno li da secoli cascano a pezzi perche’ dice il Sindaco, servirebbero 100.000 euro per fare i lavori e non si sa dove prenderli, Bastava mandare il responsabile della sicurezza ed il suo staff, ospiti presso una delle tante caserme presenti in citta’ e, con i soldi della casetta di Heidi sistemate le “edicole”.

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