NON SONO MORTI INVANO

25 03 2010

Il lutto è necessario.

Quello cittadino, una dimostrazione che un anno dopo, non si può e non si vuole dimenticare.

Ma anzi, al contrario, portare con noi i 308 dei nostri che non ci sono più solo fisicamente.

Al di là della retorica, c’è una quota di Aquilani (e spero ne siano la maggioranza), che sente necessario portare con sé, un anno dopo e per gli anni a venire, il ricordo dei nostri cari che non ci sono più. Anche di quelli che, pur vivendo in un buco di città, non conoscevamo.

Rimpiangendo di non averne incontrato il cammino prima di oggi, noi non dimentichiamo.

E noi non ridevamo affatto, mentre quì, si moriva orribilmente.

Una città che non riesce ad affermare la necessità di fermarsi e restare in silenzio, è una città condannata a subire un futuro peggiore del proprio passato, recente e remoto.

E’ una città che non ha buon gusto, oltre che buon senso.

Il lutto, elaborato nel nostro privato, trovo vada anche elaborato come collettività.

Riunendoci dal 6 aprile 2010, e per tutti gli anni a venire, per impedire che accada ancora.

Questa volontà, non c’è.

Sembra assurdo, ma il lutto cittadino, pare che il 6 Aprile 2010, non sarà realtà formale, per tutti. Ma solo realtà messa in pratica da chi ne sentirà il bisogno.

Pare ci siano problemi ad imporre una serrata agli esercizi commerciali, e agli uffici pubblici, fatta eccezione per l’Università.

Io, nel mio piccolo, voglio condannare questa debolezza morale, ancor prima che politica.

Debolezza anche di quella Curia Aquilana, che per la notte tra il 5 e 6, prevedeva rumorose adunate di piazza.

Agli Aquilani di buon senso, e buon gusto chiedo un favore.

Che la nostra notte, tra il 5 e 6 Aprile 2010, sia silenziosa e laica.

Almeno fino alle 3:32.

Dopodiché, ad un anno di distanza, sarò orgoglioso di constatare che la vita, un anno dopo può ripartire un minuto più tardi.

NB: Il Comune dell’Aquila ha già approvato in tal senso una delibera. Ma non si può(pare) imporre la serrata ai commercianti.

Il senso di questo contributo vuole dunque indurre alla riflessione quanti oggi sono restii ad accogliere il lutto cittadino, per meri interessi economici. Questi sono i valori in campo.

FEDERICO D’ORAZIO

https://stazionemir.wordpress.com

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6 responses

25 03 2010
ezio bianchi

E non è solo un problema di lutto cittadino con cui fare i conti, un anno dopo.
C’è un tempo per il lutto, c’è un altro tempo, successivo e diverso, per la festa.
Mischiare le cose non è proprio dignitoso: è giusto superare tutto, ma solo dopo aver fatto chiarezza, se non reso giustizia, o almeno dopo aver chiarito che l’umanamente possibile è stato fatto, per evitare il danno.
Fino ad allora sarebbe bene mantenere , da parte di tutti , un contegno dignitoso, riservato. L’eccessivo movimento fa pensare più che ad una commemorazione, ad un passerella mediatica di cattivo gusto e di presenze comunque inopportune.

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25 03 2010
franco taccia

Non so ancora cosa si fara’ di preciso, pero’, una cosa deve essere certa.
Nessuna autorita’, ne civile ne tantomeno religiosa, deve permettersi di partecipare con il popolo in veste ufficiale. Chi vuole venga in privato, mischiato tra la gente, senza attendenti, baciapile e lecchini vari al seguito.
Di questa gente , che approfitta dei giornali e delle tv per sfruttare politicamente tutto quel che succede, ne ho piene le scatole.
Per chi non avesse capito a chi alludo, basta leggere il Messaggero di oggi, dove tra l’arcivescovo, berlusconi, quagliarello e la prestigiacomo (ma allora parla..) c’è una gara a chi fa l’intervento meno opportuno. Quanto all’Arcivescovo, e lo dico con grande dispiacere, ha sbagliato doppiamente. 1* perche’ un pastore di anime non dovrebbe permettersi di covare il sentimento del sospetto nei confronti degli Aquilani, che sono capacissimi di usare la propria testa senza capibastone; 2* perche’ la Chiesa, se deve parlare dell’aborto, parli anche e sopratutto degli scandali che da sempre la infangano, della cura che mette nella tutela del proprio patrimonio, della benevola “nonschalance” nei confronti di tanti politici corrotti, corruttori, evasori , poligami, collusi con mafiosi ecc., gente questa si, da trattare con sospetto, altro che il popolo delle carriole.
Il terremoto non sara’ colpa di nessuno, ma adesso basta con i proclami, basta con le visite guidate, basta sopratutto con la gente che la sera mette sul comodino la foto della Madonna e quella di Berlusconi “PERCHE’HADATOLACASAA40.000AQUILANI” (Non è che vogliamo far santo anche lui?)

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25 03 2010
rossana

Il 6 aprile sarà per me lutto cittadino anche in assenza di disposizioni ufficiali.
Sono convinta che numerose saranno le persone che quel giorno avranno voglia di “non dimenticare” per rispetto di coloro che non ci sono più, per i loro familiari e per le generazioni future.
Come si può costruire un futuro migiore se abbiamo già cancellato il passato prossimo?
Auguro a coloro che invece credono si possa fare di non dover mai più rivivere quei terribili secondi che hanno spazzato via i nostri sogni e quelli dei nostri figli.

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25 03 2010
Antonio

Il dolore si sente nel cuore e ognuno deve essere libero di scegliere se manifestarlo o meno; non si può imporre “una manifestazione del dolore”. Se gli esercizi commerciali non chiudono, sono liberi di farlo. Eventualmente i cittadini che vedranno i negozi aperti, successivamente saranno liberi di entrarci o meno. In quanto alla chiesa, ai politici ecc., so che non è sufficiente dire che sono patetici, l’importante è di non dimenticare MAI quello che hanno fatto, e di conseguenza, trattarli come quelli che tengono i negozi aperti.
Antonio.

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26 03 2010
leonello

PROGRAMMA FIACCOLATA:
appuntamento a mezzanotte alla fontana luminosa dove ad accogliere le persone ci saranno i comitati dei familiari delle vittime.Nè politic, nè clero.
Percorso: fontana luminosa, pezzo del corso stretto, via castello, via zara porta leoni via strinella viale collemaggio, villa comunale dove una delegazione si recherà alla casa dello studente, arrivo in piazza duomo alle ore 3,00 circa dove la fiaccolata sarà accolta dal contunuum ensemble che suonerà sulla piazza (si organizzano loro per tutto) lettura dei nomi delle vittime da parte di attori indicati dal TSA e volo di palloni bianchi.
Ovviamente i familiari delle vittime porteranno i loro striscioni come sempre e le foto dei figli.
Assolutamente vietata la presenza di politici nazionali o dei vertici della protezione civile poiché non intendiamo offrire passerelle a nessuno. Se qualcuno si presenterà lo farà aproprio rischio e nessuno venga poi a lamentarsi.
La fiaccolata è laica, come lo è sempre stata. Saremo felici di avere con noi i volontari che ci sono stati accanto nei mesi dell’emergenza.
Se le regole dovessero cambiare vi chiederemo di togliere la fiaccolata dal calendoario generale e ce la faremo da soli con i cittadini, come, ripeto, è sempre stato nel corso di tutti questi mesi. Noi non saremo all’incontro di domani pomeriggio perché per qunato ci riguarda il discorso è chiuso.
A presto antonietta

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27 03 2010
rocco

Io penso che, anche nella situazione in cui siamo, possiamo dedicare un giorno ai nostri amici concittadini che da quasi 365 giorni non sono pià con noi.
Se questo vuole essere una prova per contrsi io non ci stò

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