DUNQUE, VADANO IN GALERA.

23 03 2010

Il Messaggero. 13 anni prima del 6 Aprile 2009

C’è chi per mestiere decide di proteggere.

Dimostra, a volte, di non saperlo fare.

A nulla vale dire che un terremoto non sia prevedibile.

Forse, e già su questo non si è tutti d’accordo, non se ne può sapere l’ora, il luogo preciso. Ma sappiamo tutti che ci sono aree fortunate, immuni dal rischio,ed aree che invece col rischio devono convivere.

Semplicemente perché il rischio c’è. Esiste.

E non te lo puoi dimenticare.

Quanto si dice in questo post, potrà certamente essere liquidato come banale logica del “senno di poi”, che rende tutti capaci (a chiacchiere) di far meglio, se solo si fosse potuto. Io sono tra coloro che nei 5 mesi di sciame sismico che hanno preceduto con scosse quotidiane, la notte del 6 Aprile, trovava tranquillizzante che il rilascio d’energia fosse lento, graduale.

Stupidamente, anch’io credevo alla voce più tranquillizzante, cioè che il mostro si stesse sfogando poco per volta.Mi illudevo. Ero stato tranquillizzato, da chi autorevolmente, questo ci faceva sapere.

E infatti, il 6 Aprile, ero nel mio letto. Il caso, ha voluto che abitassi in un palazzo che mi ha salvato la vita. Diversamente, oggi, sarei morto. Ma io non ho sul peso della mia coscienza, il ricordo di aver speso le mie energie per tranquillizzare nessuno. Io semplicemente, non ne sapevo nulla, e non l’ho fatto. Mica tutti si sono regolati così.

Quante volte,ne abbiamo parlato in casa, prima del 6 Aprile. Si finiva sempre per immaginare scenari apocalittici, per provare un brivido lungo la schiena e poi, regolarmente, cassare tutto liquidandolo come inutili congetture.

Ma se c’è chi, per mestiere, decide di proteggere una comunità, c’è anche chi, per mestiere, decide di studiare nuovi metodi per riuscire nel medesimo scopo.

La pagina di giornale che vedete ritratta in foto, è di un quotidiano del 1996. 13 anni prima di oggi, l’ipotesi era stata formulata.

Qualcuno, tra chi doveva prenderla in considerazione, valutarne l’attendibilità e a scanso d’errori, agire di conseguenza, PREVENIRE, non lo ha fatto. Non lo ha fatto per 13 lunghi anni. Durante i quali affermazioni simili, suffragate dal valore crescente di osservazioni scientifiche sperimentali, si sono moltiplicate.

Ignorate anche quelle. E chi ha ignorato questi messaggi, non ha deciso solo per sé, ma per la comunità che doveva proteggere.

Dunque, delle due ipotesi, una può restare in piedi. Non c’è via di mezzo.

In un caso, è impossibile proteggerci da terremoti. Dunque se ne vada chi occupa questi posti di responsabilità, e troppo spesso limitati ad essere posti di potere. Rinunci all’inutilità della sua funzione.

Nell’altro caso, prevenire anche il meno plausibile tra gli eventi, è un dovere che ci si deve assumere, quando si siede in una commissione grandi rischi; non è stato fatto.

Dunque, vadano in galera.

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11 responses

23 03 2010
troubledsleeper

caro stazionemir,
credo che a prescindere dall’attendibilità degli allarmi bisogna comunque costruire bene e in norma: non ci sono scusanti!!!! C’è gente che ci ha mangiato credendo di farla franca: recenti terremoti in giappone sono stati più forti di quelli abruzzesi ma nessun palazzo è crollato.
bisogna fare luce su quello che è accaduto perchè non si ripeta…
un saluto

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23 03 2010
Federico

Sì, è sempre la solita obiezione.
Il terremoto c’è stato di notte, e la gente è morta in casa propria.
Se fosse accaduto di giorno, saremmo morti per strada, in centro.. o comunque in palazzi storici. Nel 700 non esisteva legge antisismica. Il compito dello Stato doveva essere adeguare al meglio le strutture pubbliche esistenti.
Non lo ha fatto perché ha preferito negare il pericolo.

Lei sa che le accelerazioni prodotte il 6 aprile hanno raggiunto picchi doppi a quelli con cui, con le future norme anitisismiche(prossimamente in vigore) è previsto che palazzi moderni collassino?
Perché, se non sa questo, è inutile ricordare che esiste la norma. Il terremoto dell’Aquila l’ha abbondantemente superata.

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24 03 2010
Barbara Mottola

Il produttore esecutivo di Fellini diceva “Il nostro lavoro è prevedere fino all’imprevedibile, e anche così restare fregati”. Ma anche trattando solo di cinema, qualcuno che faceva tutto il possibile c’era, per prevenire i danni davanti all’impensabile, anche se non sempre ci si riesce.
La rabbia, giusta e forte, nasce per le sciagure che si potevano evitare, abbondantemente, se solo ci fose stata la volontà di farlo, sia prima che dopo il terremoto. È L’IRRESPONSABILITÀ di tutti i “potenti” il vero terremoto, la principale origine di macerie e malessere per gli aquilani (e, permettetemi, non solo per gli aquilani: in tutta italia si affrontano gli stessi problemi su scale differenti). Che ci sia di lezione: non deleghiamo responsabilità e intelligenza, coltiviamo fonti di informazione diverse da quelle ufficiali, riprendiamoci la libertà di pensiero, di opinione e di azione, ridiamo alla società civile la forza di decidere quello che la politica DEVE fare per noi. Insomma: continuate così! siamo in tanti a spalare con voi.

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24 03 2010
Francesca

Federico, per caso sai che quotidiano aveva pubblicato la notizia e la data precisa della pubblicazione?

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24 03 2010
Federico

No, Francesca, purtroppo non ho la data. So solo che era un messaggero del 1996

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24 03 2010
Federico
24 03 2010
franco taccia

Senza girare intorno al problema: ma la protezione civile dove sta prima delle catastrofi?
Perche’, se interviene solo al momento di contare i cadaveri, di girare con fuoristrada ultimo modello dopo ogni sciagura, tutti i miliardi che ci costa si possono risparmiare.
A proposito, avete piu’ visto o sentito una certa signora Stati, assessore alla regione Abruzzo con delega tra l’altro alla “previsione e prevenzione” delle catastrofi?
Forse prima del 6 Aprile le si era rotta la sfera di cristallo!
Facciamo un bel referendum per affidare qualsiasi operazione di soccorso solo e soltanto ai Vigili del Fuoco.

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24 03 2010
rossana

Credo che sia la frase: “i terremoti non sono prevedibili” ad aver portato la morte nella nostra città.
Se non ci avessero tranquillizzati (a torto) sicuramente la notte del 6 aprile saremmo rimasti a dormire in macchina e ci saremmo risparmiati almeno lo shock di restare intrappolati, al buio, impotenti e con la certezza di non uscirne vivi.
Qualcuno ha “deciso” per 307 nostri concittadini.

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25 03 2010
serghey

Siete solo dei minus habens, piccoli uomini di cervello anche se forse alti in cm., vorrei vedervi dare del “nano” visoaviso a Berlusconi, scappereste con la coda (dell’asino) in mezzo alle gambe. Vi ricordo che “in piccolo uomo grande cervello” es.: Napoleone o Einstein o Gramsci, in campi diversi, oppure ”
in botte piccola vino buono”. A Bologna si dice poi: “grande e grosso ma pistolone “(trad.coglione” , a Milano “grand e gros come un ciula”.
Poverini, siete proprio patetici.

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29 03 2010
Francesca

Grazie Federico,
leggo solo ora la tua risposta…sto cercando di aprire l’ansa…ma dice che la pagina web nn è più disponibileO_o
Succedono cose che voi umani….

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29 03 2010
Francesca

ecco, si è aperta…mah!O_o

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