FERMIAMOLI

18 03 2010

QUESTA NON E' IMMONDIZIA.

Nella serata di ieri, è arrivata alle nostre orecchie un’agenzia ANSA: dalla mattina di oggi, si sarebbe dato il via alla rimozione delle macerie nel centro storico dell’Aquila, partendo da Piazza Palazzo. Guarda caso.

Domattina,(19Marzo) arriva Bertolaso alla cerimonia di riapertura della Chiesa del Suffragio, meglio nota come Anime Sante (meglio sarebbe dire, riapertura di ciò che ne resta).

Quella stessa che i giornalisti di tutta Italia, per mesi, hanno indicato come Duomo dell’Aquila, sbagliando.
La decisione è presa. Dal 18 Marzo, inizia la pulizia del centro.
Rapidamente una decisione la prendiamo anche noi, e cerchiamo di avvertire chi si può.Alle 9:00, tutti lì a vedere che cosa succede.
Alle 9:00, siamo in 5, ai quattro cantoni.
L’onnipresente DIGOS, ci invita al dialogo, ci dicono di non saperne nulla, eppure i mezzi dei Vigili del Fuoco stanno sfilando davanti a noi in quei minuti.
Decidiamo che parlarne lì, fuori dalla zona rossa, non ha senso.
Si entra. Inutilmente, tentano di convincerci a non farlo.
Chi arriva poco dopo, trova l’Esercito, Polizia e Carabinieri a fare gli onori di casa. Dietro di noi, le porte si sono chiuse. Nessun’altro vedrà quello che succede coi propri occhi, a parte noi 5.
Quando capiscono che siamo intenzionati a salire sul cumulo di macerie, disposti a farci portare via con le ruspe insieme a ciò che resa dell’Aquila, tutto si ferma per qualche minuto.

In breve, arrivano il Commissario Chiodi, e mezz’ora dopo il Sindaco Cialente.
Avevamo chiamato il Gabinetto del Sindaco: dicevano di non saperne nulla.

Chiodi, invece, di cose ne sa. Eccome.
Parte subito un confronto, tra noi e lui. E loro.
Spuntano come funghi due incaricati della Soprintendenza: ci assicurano che i lavori di rimozione prevedono la prima differenziazione sul posto, proprio come noi facciamo con le carriole.
Davanti a noi però, abbiamo però la ruspa dei Vigili del Fuoco, che carica tutto buttandolo nel cassone di un camion.
Vedo scendere in quel cassone, sassi, terra, pezzi di mattoni.
Nessuno ha vagliato quella prima palata di macerie. Eppure la Soprintendenza c’era.

Chiodi e Cialente, ascoltano le nostre domande.
A parole accolgono tutto,si percepisce lo sforzo di far rdisponibilità verso noi, che stamattina abbiamo rinunciato al lavoro ed impegni già presi, per una questione di principio:
se, nelle scorse tre settimane, abbiamo saputo differenziare e movimentare 100 tonnellate di macerie, avviando a discarica cassoni separati di materie pronte al riciclo, e lo abbiamo fatto tutelando elementi architettonici di pregio presenti nel mucchio, senza dunque arrecare un danno irreparabile alla nostra città, allora TUTTI DEVONO USARE LA NOSTRA STESSA SCRUPOLOSITA’.
Non tolleriamo nulla di meno.

Domando a Chiodi se,da parte sua, c’è o meno la volontà POLITICA di far lavorare con le macerie gli Aquilani. Abbiamo intenzione di formare una cooperativa di lavoratori socialmente utili, che potrebbero lavorare nei siti di stoccaggio e nella rimozione-differenziazione dei materiali direttamente sul posto.
Per dare ricchezza agli Aquilani, che finora dal terremoto hanno solo avuto disperazione e miseria.
La risposta, testuale, è : “se ve ne sarà il bisogno, sì”.
Valutate voi.
Domandiamo anche di poter assistere, oggi e nel futuro alle operazioni. Controllare i controllori. Risposte vaghe, ma se fossimo due-tre persone, a distanza di sicurezza, dicono che sarebbe teoricamente possibile. Nella pratica, si vedrà.

Arriva la giornalista del TG3, Daniela Senepa. Noi, nel frattempo siamo già andati via. Il TG2, ha chiesto di intervistare solo gli amministratori. A loro non interessa la nostra preoccupazione, non interessa capirne le ragioni e gli obiettivi. Preparatevi all’idea che da oggi, saremo anche quelli cui non sta bene nemmeno la rimozione delle macerie. Doppiamente ingrati.

Noi consideriamo una vittoria del nostro movimento collettivo, spontaneo, trasversale, avere riportato all’attenzione un problema come quello della rimozione delle macerie.
Ed è una vittoria per la città, (anche per quella parte della città che non ci ha voluto sostenere) il semplice fatto che se ne parli, e quindi si prendano provvedimenti a riguardo, dopo un anno di assoluta immobilità.
MA QUESTO NON PUO’ PREGIUDICARE LA CORRETTEZZA DELLE OPERAZIONI CHE SI SVOLGONO. ABBIAMO ASPETTATO UN ANNO PER VEDERLE ANDARE VIA, POSSIAMO ASPETTARE QUALCHE SETTIMANA IN PIU’ SE SERVISSE A FARE UN LAVORO RISPETTOSO DEL VALORE DEI MATERIALI CHE Lì SOTTO SI TROVANO.
RISPETTO CHE PURTROPPO, OGGI, E’ ASSENTE INGIUSTIFICATO.

Ne abbiamo la prova quando, intorno alle 12, rientro con la giornalista del TG3 in Piazza Palazzo. Con una telecamera al seguito, nessuno osa fermarci.
LA SORPRESA: gli incaricati della Soprintendenza non ci sono più.
La ruspa, invece, è sempre lì, e carica tutto a più non posso. La differenziazione in loco è solo una farsa. Mattoni, pietre, terriccio, sassi con o senza valore, tutti nei camion.
E chi s’è visto, s’è visto.
Abbiamo filmato tutto, e deciso di farne un esposto alla Procura della Repubblica. Ravvediamo in quell’assenza una negligenza grave. E vogliamo sapere cosa ne pensa la Procura.
La compagna elettorale, per il Governo, è appena iniziata. Per me, è già finita.
E’ tempo di fermare lo scempio. E’ tempo di rialzare la testa. Saper proteggere noi per primi, ciò che è nostro.
FERMIAMOLI.

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PS: la foto in articolo, è stata rubata dal blog di Anna Colasacco. Una dei 5 di stamattina. (http://misskappa.blogspot.com)


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11 responses

18 03 2010
Luciano B. L.

Forse arriva Bertolaso. Ma arriva Bertolaso perché arriva Floris?
Poi, passata la festa, gabbato il santo!
E Bondi impegnato a “restaurare” solo il capo dei capi?

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18 03 2010
Valerio

Ciao ragazzi,
io sono uno volontario che ha lavorato per otre tre mesi al campo di Pianola.
A differenza dei soldatini che più o meno hanno asservito al sistema, io ed altri il problema ce lo eravamo posti già a metà giugno tant’è vero che a tutti ai volontari che hanno gravitato sul campo eravamo soliti quando arrivavano, portarli a “leggere il territorio o meglio i segni che si potevano cogliere dal territorio. Leggere come diciamo noi la morfologia cercando spiegazioni nelle azioni dei nostri antenati. Bene, dall’alto del piazzale antistante la chiesa di Pianola, eravamo solito fare una tappa del nostro tour, per mostrare nell’insieme il prospetto della città e della sua periferia. Già da subito abbiamo posto una semplice domanda ai nostri ragazzi “che ne pensate del lavori che si intravvedono là in fondo a Bazzano e Sant’Elia” erano gli enormi scavi del progetto CASE, quasi tutti ci dicevano che forse erano avulsi dal contesto paesaggistico… ma in nome della necessità aimè da qualche parte pur si sarebbero dovute fare ste case… Pensate in nome della ragion di stato si dovevano fare le case…. Facendo loro capire che forse quell’intervento aveva altri scopi che poi il tempo ha reso più o meno pubblici, siamo stati tacciati in più sedi, di fare politica e disfattismo all’interno di un’Associazione di volontariato in cui la politica non deve entrare…. La nostra non era politica era solo buon senso, forse l’esperienza amministrativa ventennale che ripudia la logica dello scempio del territorio. Così siamo andati avanti fino a luglio quando nel tour abbiamo inserito altri due argomenti il lavoro e le macerie… Il lavoro venne per primo perché se ricorderete, in quel periodo erano state licenziate molte persone dai call-center. Noi da bravi volontari sostenevamo che era sbagliato mantenere la nostra permanenza lì perché correvamo il rischio di portar via dei posti di lavoro abbiamo contattato sindacato politici di ogni schieramento per sottoporgli il nostro progetto che era finalizzato a creare delle speranze ai giovani aquilani promuovendo contratti d’area o lavori socialmente utili (che per inciso non esistono più andatevi a leggere la normativa) e nello specifico cooperazione nei servizi per la gestione degli approvvigionamento dei campi e lavori di sfalcio e pulizia delle aree di pertinenza dei campi.. ma nessuno ci ha considerato… in allora era più importante rivendicare il porto franco… si a l’Aquila neanche fosse Singapore.. ma ognuno doveva conquistarsi “un posto al sole” per il G8. Proponemmo una soluzione diversa che potrebbe essere ancora assolutamente attuale nei confronti della Comunità Economica Europea ovvero di riconsiderare tutta l’area del cratere aquilano come area svantaggiata ovvero OBIETTIVO 1 poiché in effetti i finanziamenti utilizzati in passato per infrastrutture pubbliche e private erano stati di fatto azzerati dal sisma per cui lo svantaggio era ed è tangibile per cui le condizioni reali sono da OBIETTIVO 1 ma anche lì nessuno prese in considerazione le nostre proposte..
Passiamo ora alle discariche, poiché c’era un rimpallo incredibile nella loro localizzazione e le competenze se si sapeva benissimo di chi erano ma il sistema politico-amministrativo si auto sosteneva, la nostra preoccupazione era forte perché erano possibili infiltrazioni malavitose e come sapete, il businnes dell’amianto in Italia è assai florido, si poteva pensare che quantità ingentissime potessero “finire nelle macerie aquilane” si propose sempre ai politici ed alle istituzioni di ambo gli schieramenti, approntare piccoli centri di stoccaggio temporaneo e selezione veramente controllabili, piccoli cantieri finalizzati alò presidio, alla selezione e differenziazione dei materiali da riciclare. La valenza dell’operazione sarebbe stata triplice; per consentire l’accesso alle abitazioni classificate “F” solo perché l’accesso era pregiudicato delle macerie, per creare posti di lavoro perché le aziende (call-center) chiudevano, per smaltire meno rifiuti speciali ma soprattutto per dare una prospettiva agli aquilani che proprio in quel periodo proprio non ne avevano
Io manco ormai da l’Aquila da un po’ di tempo e purtroppo anche se sono del nord, come dite voi, faccio parte dei settecentomila che nel corso di quest’anno non hanno lavoro, mi preoccupavo per il vostro e mi sono ritrovato nelle stesse vostre condizioni. Mi si raccapona la pelle quando spesso alla televisione sento dire un monte di cazzate che so benissimo che lo sono, ma solo per me, perché se solo chiedo al mio vicino cosa ne pensa lascio a voi immaginare cosa dice.
Vi ammiro e vi apprezzo per quello che avete fatto che fate e che farete, l’unico mio rammarico è non avervi trovato prima per fare un pezzo di strada insieme.
Con profondo affetto e stima
Valerio

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18 03 2010
Maria Camilla Spadano

Vai Federico, bravo dovete stargli con il “fiato addosso” questi so pazzi!!!! Vigilate sulle vostre macerie, anche quelle sono vostre e di nessun altro.
Voglio capire Chiodi, berlusconiano asservito, ma quel “cazzo” di Cialente sta proprio fuori. Oh ma L’Aquila non è pure sua?

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18 03 2010
mimmo

Bravo Gedeò

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18 03 2010
mimmo

evvai Gedeò

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18 03 2010
Gisella NY

ammiro tantissimo il coraggio di Valerio..sei un signore!!!!!!

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18 03 2010
troubledsleeper

massima solidarietà e tam-tam: le tv sono ostaggio di chi sta al governo, internet è il solo strumento democratico.
linko subito questo tuo post sul mio blog e invito tutti a fare altrettanto.
Se non li possiamo fermare fisicamente non dobbiamo lasciare che agiscano in silenzio.
grazie per il vostro impegno civile, un saluto

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18 03 2010
L’Aquila « Insonne di giorno

[…] ciò che sta accadendo all’Aquila tramite il racconto di Federico D’Orazio sul suo blog. Mi fermo qui. Non commento, ho già detto la mia con questo post. Lascio a voi la parola e buona […]

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18 03 2010
Federico

@ Valerio: è un piacere immenso, sapere che esistono persone come te. Confido siate la maggioranza.

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19 03 2010
iMille » Blog Archive » Fermiamoli

[…] di Federico D’Orazio […]

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20 03 2010
chiappanuvoli

Ho intenzione di scrivere qualcosa a riguardo, ti userò come fonte.

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