L’AQUILA SIAMO NOI

24 02 2010

L’Aquila siamo noi, siamo noi che ci riuniamo, noi che parliamo in pubblico, che dimostriamo le nostre ragioni e aspettiamo di sentire quelle degli altri.

Siamo noi che rifiutiamo etichette,noi che ricordiamo ogni 6 del mese i nostri morti, pur non avendoli magari mai conosciuti o incontrati.

Siamo noi, quelli che chiedono giustizia per loro che se ne sono andati, per noi che siamo rimasti a difenderne la memoria.

Noi che siamo rimasti a volere la nostra città più bella e forte di prima.

Noi che ci sporchiamo le mani in mezzo ai suoi resti, noi che chiediamo l’aiuto a tutta l’Italia.

Quella stessa Italia che corse a Firenze dopo l’alluvione, per salvare ciò che riteneva un suo patrimonio, una cosa di tutti,affare anche suo, oggi c’è ancora?

L’Aquila è di tutti, è anche vostra.

E non dovete dimenticarlo, anzi dovete tornare, come singoli individui, a darci una mano. Un secchio ciascuno, il più sarà fatto.

L’Aquila siamo noi, che vogliamo vedere la nostra città finalmente in sicurezza, e magari anche qualche cantiere iniziare i lavori.

Siamo noi, che guardiamo avanti senza dimenticare il passato per non commetterne gli errori che intuivamo già mesi fa e purtroppo solo in parte. Mai avremmo immaginato andasse così male, e siamo solo all’inizio.

Siamo noi che non vogliamo più sforzarci di comprendere le ragioni della burocrazia, che ci impone un trattamento delle nostre macerie che impedirà di avere accesso a vicoli della città per i prossimi 5 anni.

Siamo noi, che temiamo questi tempi, noi che abbiamo fretta.

Ma fretta di fare presto ed anche bene.

Siamo noi, che domenica andiamo a mettere le mani nelle macerie, e che non vogliamo che venga tutto indiscriminatamente buttato in discarica.

Siamo noi che chiediamo l’aiuto di braccia e mani, e l’aiuto anche di chi ci insegni cosa va tenuto e cosa no.

Siamo noi che riempiremo i cassonetti con l’immondizia lasciata dagli operai sui cumuli di macerie, che coprono effetti personali di qualcuno che magari non c’è più. Siamo noi che li restituiremo ai loro cari, se ci sono ancora.

Siamo noi, che non possiamo stare ad aspettare guardando non succedere nulla. In città e nei paesi. Nulla.

Siamo noi, che ci mettiamo in gioco.

E chi non perde occasione per distinguersi da noi, ha idea di cosa voglia rappresentare per sé e per gli altri?

Cosa fa, resta a guardare?

Questo bellissimo filmato è di Luca Coccocetta.

I pezzi di città, siamo anche noi.

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