EMERGENZE EMERGENTI

3 02 2010

Se ne era già parlato, qui, all’indomani del terremoto di Haiti.
Da Aquilano consapevole dei meccanismi oliati che possono mettersi in moto quando succede una catastrofe anche mille volte più piccola di Haiti, covavo la disillusione per quei poveri cristi: sotto schiaffo, si è vulnerabili e qualsiasi cosa arrivi ad aiutarti, è benvenuta.
Dopo, se si riesce, arriva il momento delle considerazioni più globali ed approfondite.
Vista da qui, e senza l’angoscia comprensibile di quella popolazione non certo da Gennaio diventata indigente(tranne che agli occhi dei Governi mondiali), era evidente che anche il caso Haiti sarebbe diventato un business, un affarone con cifre da capogiro.
E chi le avrebbe mai negate, col consenso popolare, se queste cifre fossero state destinate solo ed esclusivamente ad aiuti umanitari?

Ma evidentemente così non doveva essere.

Ce lo dimostra il fatto che l’Italia è, per decreto, in stato d’emergenza.
Ebbene si, nonostante le migliaia di Km che ci separano da Haiti, in emergenza siamo pure noi.
Come avrete ben imparato in questi mesi, la decretazione d’emergenza è uno strumento potentissimo, che consente incisività senza intoppi. Ma consente anche che vengano aggirati tutti quei meccanismi che uno Stato civile degno di questo nome pone a garanzia dei fondi pubblici.

Si aggira poi, anche quel fastidio della trasparenza.. e poi, una volta spesi, i soldi, non tornano comunque più indietro.

La Protezione Civile italiana, incamminatasi già sul viale dorato che la sta conducendo a farsi SpA, è andata ad Haiti così come hanno fatto Medici senza Frontiere, Croce Rossa Internazionale, Stati Uniti, Cuba, e quant’altro.
Sarei curioso di sapere perché, però, lo stato di emergenza ce l’abbiamo solo noi, che siamo tra i paesi più lontani dal luogo del disastro.
Forse c’è da ritenerlo collegato al fatto che l’Italia ha destinato 5 MILIONI di € al Dip. Protezione Civile, sul cui utilizzo il ministro in pectore Guido Bertolaso, potrà disporre, letteralmente, “in deroga alle leggi Italiane e Comunitarie”?
La formale spiegazione della stupefacente decisione è contenuta in una lunga serie di “considerata”: che l’Italia «partecipa alle attività di assistenza e soccorso alle popolazioni colpite» dal terremoto; che la situazione è «in continua evoluzione», ciò che suppone «la ineludibile esigenza di una continua azione di assistenza»; che bisogna assicurare «l’urgente attivazione di interventi in deroga all’ordinamento giuridico, anche comunitario».
Senz’altro saremmo stati orgogliosamente co-finanziatori delle opere di sostegno alla popolazione Haitiana. Questo orgoglio l’avremmo avuto però se avessimo saputo COME VENIVANO SPESI I NOSTRI SOLDI, autorizzando, di volta in volta, spese finalizzate alla realizzazione di opere concrete.
Ma forse, il problema è proprio quello.

Magari sorgerà, o sta già sorgendo, da qualche parte in Haiti, una San Bernardino3 o qualcosa di analogo, tirato su con la stessa democratica consultazione popolare.
Meglio non disturbare ogni volta il Parlamento indaffaratissimo nell’approvazione della legge sul legittimo impedimento e processo breve, per far decidere ai nostri rappresentanti cosa si va a fare e cosa si può pagare,coi soldi nostri.
Rinnovo i miei auguri più sentiti alla popolazione di Haiti.
Siete,purtroppo, appena all’inizio.

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4 responses

3 02 2010
mauro quetti

com’è possibile una cosa del genere? Ma all’Unione Europea che dicono? Non è che si possa fare una denuncia di questo fatto,assolutamente fuori e in dispregio delle regole,al Consiglio d’Europa?

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3 02 2010
federico

a me è sembrata una cosa assurda.. non mi intendo di diritto,né tantomeno di diritto internazionale o comunitario…
per di più credo che un simile decreto debba comunque essere controfirmato dal Presidente della Repubblica. o no?
Comunque sia, lo strumento della decretazione d’urgenza, porta i suoi giovamenti oltre il suolo aquilano. Visto che ha funzionato così bene…

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3 02 2010
Barbara

Non smettere, bravo, io ti ho pubblicato su FB!
Ciao Barbara
PS a proposito: da una parte rimandiamo gli emigrati in Libia a morire e dall’altra inviamo il “bravo” Bertolaso, campione di diplomazia, a ricostruire?….ah! e’ per non farli emigrare qui, sapranno che questa e’ la Repubblica delle Banane!

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3 02 2010
federico

ti ringrazio!🙂

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