C’E’ UN SEME. DI COSA HA BISOGNO.

2 02 2010

Come ben sapete non faccio salvo nessuno.

Non salvo gli aquilani ladri, che misero ad 80€ al Kg la carne il 7 Aprile, quelli che fanno aste per i posti letto nelle loro dimore risparmiate dal terremoto, quelli che siedono al consiglio comunale, e che(nella migliore delle ipotesi) si sono limitati ad astenersi in una votazione così importante, spianando di fatto la strada alla costruzione di San Bernardino2 con tutti gli annessi e connessi. E che non c’hanno nemmeno fatto sapere per tempo cosa stava per consumarsi alle nostre spalle. Non faccio salvo chi resta in silenzio e non si è ancora deciso a smuovere il culo contro tutto questo schifo, e cerca, miseramente, di condurre la sua vita come se niente ci stesse accadendo intorno.
Non faccio salvo nessuno, e sopratutto il vescovo che, pur non stupendomi di queste sue azioni, è parte di un meccanismo mistificatorio per sua natura, che sfrutta il buon nome di una mensa per poveri allo scopo di farne profitto sulle nostre spalle. E che cosa dovrebbero fare di più, per far sollevare un’ondata di sdegno da parte(almeno di quelli) di chi con loro non ha nulla a che spartirsi?
Non faccio salvo nemmeno me, che fino a questo sfracello del terremoto, per la mia città, non ho fatto nulla…ma almeno quella sveglia, il 6 Aprile, l’ho sentita bene, e non me ne dimenticherò più.
Mai più mi concederò un sonno beato.Mai più dimenticherò l’importanza che anche uno solo, può avere per reclutare nel mondo dei vigili altri, e altri ancora.
Non faccio salvo Berlusconi e Bertolaso, che lavorano alacremente con soldi non loro dispensandoli a destra e a manca per fini di lucro politico ed ecclesiastico, sfruttando gli imbelli che sono tra noi, e rispetto a noi, sono la maggioranza e per di più, silenziosa.
Il silenzio altrove uccide, qui a L’Aquila, uccide la speranza che si possa essere,noi tutti, cittadini semplicemente coscienti e consapevoli. Osservatori attenti, ma anche quando ce n’è il bisogno, attori di una dirompente protesta.
Che se fossimo tanti, qualcosa cambierebbe.
C’è un seme, più di uno, oggi a L’Aquila: è la consapevolezza.
Ma per attecchire, ha bisogno di predisposizione mentale. E per cominciare, di menti.

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3 responses

2 02 2010
Gabriele

Forza! Il tuo sonno non sarà beato…ma Tu puoi andare a dormire sereno.L’onestà intellettuale,che non ti impedisce di schierarti contro anche quelli che potrebbero (e dovrebbero) essere tuoi compagni di lotta,come i tuoi,i nostri concittadini,ti porterà lontano.Sono convinto che la primavera non sia così lontana. Intanto continua,in questo inverno di neve e di fango…con le tue scarpe da ginnastica,e non ti fermare.

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3 02 2010
troubledsleeper

cara stazione mir,

in questi mesi in tv berlusconi si è servito degli incontri all’Aquila per promuovere la sua immagine ed ha utilizzato soldi pubblici per attribuirsi meriti.
Bambini felici e urlanti che lo acclamano perchè ha dato loro una scuola, idem per le famiglie con le case.

…..

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3 02 2010
federico

ne sono perfettamente consapevole.
Perciò dico che c’è bisogno di menti, per cominciare.

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