CAMBIO PELLE

18 01 2010

Questo blog, era nato poco più di un anno fa per uno scherzo.Uno scherzo che io stesso volevo fare a me.

Divertirmi usando il mio computer, facendo filmati e dicendo assurdità.

Oggi, e da alcuni mesi, ha cambiato la sua veste,credo.
Il 6 Aprile è uno spartiacque netto, nella mia vita.
Da quella data e da quello che i suoi avvenimenti hanno deciso dovesse significare, per me, per la mia famiglia, per L’Aquila e quindi, per l’Italia tutta, il 6 aprile segna un punto di non ritorno.

Fino ad allora, potevo pensare che avere un’opinione differente dalla mia fosse semplicemente una libertà, che non comportava conseguenze di nessun tipo a me.

Oggi, sperimento che è la maggioranza a decidere, e valutare i miei bisogni, i miei diritti, anche le mie aspettative.
Sono loro,con la forza dei loro numeri attuali a potermi dire a cosa aspirare, di cosa vergognarmi, di cosa andare fiero.

La mia voce, la mia opinione, non solo non è lecita, ma va zittita, o annichilita in un gioco al massacro tra delazioni,ingiurie, simil-maledizioni affinché io patisca ancora di più di quanto non ho fatto finora.
Io non posso, secondo loro, criticare ed argomentare. Non posso non sentirmi grato a nessuno,né ritenere che lo Stato a L’Aquila ha fatto solo una minima parte di quello che era il suo dovere, distruggendo una terra incontaminata, sperperando anche il mio denaro, col quale non mi è stato chiesto che uso avrei preferito venisse fatto per me,con miei soldi, che aiutano comporre quell’elemosina.
Io non posso farlo: perché sarei ingrato, perché nessun terremoto fino ad oggi era stato gestito con così tante risorse nell’immediato, perché io non mi faccio il culo nella ricostruzione come i Friulani,perché perché perché…

Perché fondamentalmente, ancora non vi accorgete che tutto quello fatto fino ad oggi è solo una macchina messa in moto per farvi tacere in futuro, per dirvi e dire anche a me (per colpa anche vostra, che lì li avete messi) che da domani il set si chiude, e si inizia a farla davvero l’elemosina.
Senza lavoro, senza sistemare le nostre case ed i nostri monumenti, senza rispettare le volontà di chi certe decisioni è obbligato a subirle, senza consentirci un confronto.

L’emergenza è così, richiede misure drastiche, e chi s’è visto s’è visto.

Buon proseguimento, nel posto dove avete avuto la possibilità di decidere di trascorrere i prossimi vent’anni: Stazione Mir, cambia pelle.

Ci sono dei momenti in cui avere un’ opinione chiara e motivata significa anche non essere disposti a farne merce di trattativa.
Beh, quel momento, è arrivato: ognuno si faccia un’opinione su che vita vuole condurre. io ho scelto di dire quello che penso, e di agire di conseguenza.

Fate a meno di dirmi la vostra, se significa parlare dell’opinione che avete di me.
Non vi viene richiesta.

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2 responses

18 01 2010
Miss Kappa

Federico,
so cosa vuoi dire con questo post. Io stessa ho subìto pesanti attacchi, sin da quel 6 aprile. A dire il vero, anche prima. Sono stata pesantemente perseguitata, anche per via telefonica. Sono stata minacciata ed insultata. Ma il lavoro ben fatto, mio giovane amico,e l’onestà intellettuale premiano. I miei detrattori sono nettamente inferiori ai miei sostenitori. Non ti abbattere. Continua per la tua strada, che è anche la mia. A testa alta abbiamo intrapreso un percorso di consapevolezza. Ed intendiamo aiutare i nostri concittadini. Anche quelli che, forse, non lo meritano perché sembrano essere i nostri primi nemici. Tu sei giovane. I risultati li vedrai.
Un abbraccio.

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18 01 2010
federico

Sono d’accordo con te, Anna.
Ma continuare quello che faccio, per me oggi significa farlo sentendomi libero di essere come sono. E metterlo, perché no, per iscritto.
Vado avanti con questo mio “statuto”.
Aspetto critiche alle idee, non alla persona che le concepisce. Mi comporterò ugualmente, con la stessa forma di rispetto che chiedo per me, verso gli altri.
Che i frutti,poi, arrivino o meno, mi importa davvero poco.
Per me l’importante, è essere liberi di essere ciò che si è, ed essere liberi di non venire ingiuriati per il semplice fatto di esistere.
Un abbraccio.

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