LETTERA APERTA A L’AQUILA

30 12 2009

Auguri, l’aquila bella me.
Ti voglio augurare un anno migliore del 2009, ché peggiore sarebbe impossibile,anche volendocisi impegnare.
Voglio augurarti di non vedere più raccontate falsità sul tuo conto in televisione,per radio,sui giornali da chi non ti ha mai conosciuta se non dopo la tua distruzione, da chi ha deciso di fare di te e dei tuoi abitanti il più lungo e vergognoso spot elettorale della storia mondiale, da chi ha deciso di imporci la fuga dai nostri luoghi,mascherandola con quella faccia melliflua di chi pretende di aiutarti come egli stesso ha deciso di fare, in quel modo becero che ha sventrato le tue terre più prossime, che mai più avranno l’aspetto di prima, in quel modo interessato di chi sa distribuire miliardi in giro per l’Italia per affossarti, per procrastinare quello che inevitabilmente prima o poi si dovrà fare: ricostruirti,pietra su pietra, tutelare il tuo tesoro nascosto dietro ogni cortile dei tuoi palazzi, dietro ogni chiesetta di quarto cittadino, dietro ogni affresco, dietro ogni minima casa che fino a 9 mesi fa valeva miliardi,ed ora è cenere,o lo diventerà: abbandonata a se’ stessa, non puntellata,esposta a pioggia,neve,ghiaccio e tutto quello cui ogni anno facevamo fronte rintanandoci nelle nostre case.
Quelle stesse case che oggi visitiamo di tanto in tanto,come si fa con un parente ammalato, e lo si ritrova sempre più defedato, fiaccato,sfiancato dall’incuria degli anni e dalla volgarità del male. Per te fino a ieri,gli anni,i secoli, significavano quella patina che ti ha ingentilito,che ti ha reso quel fascino dei bei tempi che furono, ciò che noi tutti più amavamo di te.
Oggi la volgarità è negli uomini stranieri, che di te vogliono fare la Pompei degli anni 2000, in quei turisti che ti visitano oggi per la prima volta, in quegli uomini che di te trovano grottescamente affascinanti le ferite,e non possono nemmeno immaginare la bellezza semplice del tuo corpo intatto,che ci lasciavi ammirare e vivere. La volgarità è in chi vede in te l’affare del secolo, la campagna elettorale perfetta, l’occasione per il soggiogamento di una popolazione spaurita,che dimentica i suoi diritti e si affaccenda nei problemi quotidiani aspettando, a capo chino,soluzioni per i propri problemi decise da chi non li vive e non li può immaginare.
La volgarità è anche in una parte degli aquilani, che accettano questo stato di cose, e ancor di più in chi ne approfitta, mettendo all’asta un posto letto in una casa in affitto, in chi ritarda le ristrutturazioni perché vuole ottenere risarcimenti per danni mai subiti, insomma in chi ha deciso di andare avanti in un gioco al massacro senza capire che ogni euro dato a lui, è un euro tolto a noi.
Ti auguro di vedere rispettate le belle promesse che i grandi del mondo hanno fatto al tuo capezzale, finora disattese nella stragrande maggioranza.Loro non ti meritano.
Ti auguro di vedere quanto prima un anno in cui le nostre giornate non le trascorreremo in fila in auto,tutti lì, sull’unica strada rimasta aperta, per una passeggiata al centro commerciale, ormai unico luogo d’incontro.
Ti auguro di vedere al più presto un Natale degno di questo nome, in cui le lucine natalizie non vengano tese tra le rovine dei tuoi palazzi più belli,per addolcire questo calice amaro che è venire a trovarti,non appena possiamo,nella piccola parte che ci è concesso vedere di te.
Ti auguro di poter vedere al più presto gli studenti tornare a fare casino nei tuoi vicoli fino a tardi, che nessuno possa più pensare che vivere qui significhi rischiare la vita una notte nel sonno,in un palazzo che non avrebbe dovuto nemmeno esserci e che per di più ospitava ragazzi, figli non nostri.
Ti auguro di non dover più venire a sapere che qualcuno rema contro il tuo primato, di non venire a sapere che per qualcuno le nostre case oggi disabitate sono già case di nessuno, muri rotti a disposizione di un graffitaro che non ha idea di quanto sudore e lacrime ci stanno costando, di quanto ci stia pesando starne lontani, insomma che non esista più quella superficialità che zittisce tutti, o peggio,fa parlare ed agire solo con lo scopo di aggiungere distruzione a distruzione.
ti auguro di poter vincere la sfida più grande, come già l’hai vinta 3 e 6 secoli fa, tenendo duro finche non si farà l’unica cosa che andava fatta: ricostruirti pietra su pietra.
ti auguro di avere finalmente un’amministrazione capace di difenderti con coraggio ed orgoglio, senza cadere in patetiche mosse elettorali, senza perdere di vista l’obiettivo principale che tutti,almeno a chiacchiere, vogliamo: rivederti viva e vivibile,tornare noi tutti a tua disposizione.
Auguri, l’aquila bella me.
Ti voglio augurare un anno migliore del 2009, ché peggiore sarebbe impossibile,anche volendocisi impegnare.
FORSE.

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9 responses

31 12 2009
ezio bianchi

Bella ed emozionante la lettera di auguri, un atto di amore vero verso una città che deve essere riconosciuta dai suoi abitanti. Sei riuscito a dire quello che sentono in molti, ad esprimere sentimenti comuni di fronte all’enormità di quello che ci succede ma che non tutti riescono a definire così bene e molti avvertono solo come disagio indistinto.
E’ dalla espressione di questo sentire diffuso e dalla consapevolezza che molti nostri disagi hanno oggi responsabilità precise, umane e quindi superabili, che si può cominciare a ricostruire il nostro modo di essere persone, di condividere un progetto comune e di riprenderci la città.
Grazie, Federico, grazie.
Tanti auguri anche a te.

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31 12 2009
haero

auguri l’aquila. Aquilani, resistere

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31 12 2009
elenamaria

Posso fare anch’io gli stessi auguri alla nostra città sventurata? E a te, a chi ami. E ai cani e ai gatti di questa città. Con il cuore.

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31 12 2009
Antonio Federici

In questa lettera un cittadino dell’Aquila si rivolge alla propria città, ma quello che c’è scritto vale per il modo in cui sono condotte tante situazioni italiane, dai rifiuti alla disoccupazione, dalle privatizzazioni alla sanità, e, domani, potrebbe valere per ciascuno di noi che avesse la s…ventura di incappare in un problema ed aspettarsi di essere soccorso dallo Stato.

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31 12 2009
carmine

Faccio gli stessi auguri a te e alla tua città, dove mio figlio e tanti miei ex studenti hanno rischiato di perdere la vita. Faccio gli stessi auguri agli aquilani dispersi per non si sa quale oscura ragione. Faccio gli stessi auguri ai miei colleghi aquilani sperando di rivedere un sorriso vero sui loro volti.
Faccio gli stessi auguri a quelli che hanno perso qualcuno e che non vogliono e non devono dimenticare. E faccio le tue stesse accuse a chi non vuole capire, a chi non vuole vedere la realtà, alla politica interessata solo alla poltrona, ai politici locali che si sono stampati sul volto quel sorriso lecchino di circostanza, soprattutto chi in questo momento detiene il potere, facendo passare per miracolo un semplice dovere di chi governa e per grande conquista(loro) il riconoscimento di un sacrosanto diritto.
Auguri, soprattutto per poter perdere di vista

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31 12 2009
carmine

Faccio gli stessi auguri a te e alla tua città, dove mio figlio e tanti miei ex studenti hanno rischiato di perdere la vita. Faccio gli stessi auguri agli aquilani dispersi per non si sa quale oscura ragione. Faccio gli stessi auguri ai miei colleghi aquilani sperando di rivedere un sorriso vero sui loro volti.
Faccio gli stessi auguri a quelli che hanno perso qualcuno e che non vogliono e non devono dimenticare. E faccio le tue stesse accuse a chi non vuole capire, a chi non vuole vedere la realtà, alla politica interessata solo alla poltrona, ai politici locali che si sono stampati sul volto quel sorriso lecchino di circostanza, soprattutto chi in questo momento detiene il potere, facendo passare per miracolo un semplice dovere di chi governa e per grande conquista(loro) il riconoscimento di un sacrosanto diritto.
Auguri, soprattutto per poter perdere di vista questi elementi e tornare a fare viva una città.

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31 12 2009
Michela Vignini

che tra le mani e tra gli occhi si stringa il cuore della nostra storia, che gli aquilani siano sì coscienti, forti e generosi da sostenersi e difendersi per non perdere le vestigia, la dignità ed il futuro
Ad un anno migliore mia bella, amata Signora
Che i tuoi figli siano degni della tua altezza

Michela

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31 12 2009
Claudio Bellini

……TANTI AUGURI L AQUILA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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1 01 2010
Andrea Papa

Oggi come mille altre volte il primo giorno dell’anno mi sono svegliato tardi. La mia “casa” come sempre mi somiglia, è disordinata, ci sono le mie chitarre, i palloni da rugby. Ci sono ancora tante scatole, che sono rimaste intatte per mesi, nell’attesa di essere aperti dall’altra parte del gran sasso. Non a teramo, dove questa casa me la sto pagando mese per mese col mio lavoro, dato che a me, emigrante in terra padana tornato per lavorare con mio padre non spetta nulla. Nè quello scempio a cielo aperto del progetto case, nè una casa in affitto concordato, niente di niente. Che poi non sarebbe neanche un problema, se gli aquilani, quelli veri, i miei cari concittadini, avessero tenuto nei limiti dell’umana decenza i prezzi degli affitti residenziali.
Caro Federico, non ci conosciamo ma ti sento vicino, come un amico, perchè hai il coraggio di dire quella verità che tantissimi anche davanti all’evidenza finiscono per accettare come se fosse una normalità a cui devono per forza abituarsi. So che tanti di quei messaggi di speranza, tante di quelle dichiarazioni di fervida belligeranza contro la sorte sono solo dei piccoli modi per darsi un tono e regalarsi un momento di notorietà. Tutti dichiarano che non molleranno ma nessuno ha il coraggio di non piegarsi allo schifo che ci viene imposto. Il terremoto ha smembrato il nostro modo di guardarci intorno, il modo in cui ci salutavamo per strada e in cui sapevamo condividere le bellezze che ci circondavano, un vicolo, un bar, l’acqua di una delle infinite fontane. L’ultima volta che sono tornato a L’Aquila in vacanza ricordo che non me ne perdevo una, la sera quando tornavo a casa mia, in viale don bosco n.7. Per ora me ne sto qua, mi sveglio all’alba e vengo in città a lavorare, e la sera me ne torno in un posto che non mi appartiene ma dove almeno non mi tocca sentire i discorsi sconclusionati e certe volte squallidi di tantissimi che non hanno capito niente di quello che è successo. Eppure la sveglia quella notte ha suonato forte.

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