C.A.S.A. DOLCE C.A.S.A.

22 12 2009

C.A.S.A. DOLCE C.A.S.A

Quando ti svegli alle 3.32 della notte, magari al 4°piano di una palazzina fino ad allora tranquilla, con un fragore di Dio sa che cosa si sta sfracellando nel buio della notte di casa tua ma ne vieni fuori, vestito come capita,gatto alla mano, la tua macchina è salva,la porta di casa l’hai chiusa, ti senti fortunato.
Se nella stessa notte, alla stessa ora, tutta la tua città si è svegliata, e ci si ritrova in strada insieme,qualcuno leggermente ferito, qualcuno solo sporco di calcinacci che l’hanno lambito, ma sì,poi in fondo siamo tutti quì a raccontarla.. ci sentiamo fortunati.
Ciò che né io né tutti gli altri possiamo sapere, è che già da quel momento ,molto è accaduto, moltissimo accadrà nei giorni, e mesi seguenti.
Già in quel momento, a L’Aquila, siamo 307 in meno. 307.
Collemaggio, S.Maria Paganica, il quartiere S.Pietro sono persi o quasi. Andati.
Il centro storico è lì dove, dal Torrione, vedi levarsi un immenso polverone.
Ad ogni nuova scossa. E ciò che scuote te, è un misto tra il brivido di freddo e la contrazione nervosa,irrefrenabile, che ti nasce dentro per le mille ansie che si accavallano. Ma puoi raccontarla, e abbracciare ancora i tuoi cari, la tua ragazza, a tua nonna non è preso un colpo, e la casa sta sempre lì. E ti senti fortunato.
Comprate un camper.Poco importa che ogni giorno i tuoi spazi siano sempre più piccoli, che della gita di Pasquetta neanche a pensarci, che tutti i giorni il tuo letto deve diventare il tavolo da pranzo-cena-zona giorno-zona studio. Hai un tetto sulla testa,il camper si pagherà a rate(11.800€ non preventivati) ma in fondo, i tuoi amici sono vivi,i tuoi cari dormono nei 6 metri quadri che occupi anche tu e poi..si forse qualcuno in centro la casa l’ha persa, qualcuno c’ha perso la vita, qualche famiglia è distrutta per sempre, ma per fortuna a te non è successo nulla di tutto questo. E tu,ti senti sempre più fortunato.
Via via così, nei 6 mesi di camper che seguono, tu segui la strada che la tua buona stella sembra aver tracciato per te, e quella sensazione di fortuna, di sentirti uno che dalla più atroce disgrazia è stato risparmiato, ti trovi ad inseguirla, a volerla vivere ogni giorno,a trovarla confermata in ogni fatto quotidiano.Inizi ad inventartela,la fortuna,perché ti fa bene.
Si,magari il terremoto può rivelarsi un’ occasione. E per i morti, beh..pace all’anima loro,non sarebbe dovuto succedere,ma loro sono stati sfortunati.A te,invece ha detto un gran culo.
In questo senza dubbio ti aiuta la televisione,la radio, molti giornali, ed un G8, tutti pronti per provare a farti pensare che la fortuna c’è e non ti molla, che L’Aquila ce la può fare.
Se c’è qualcuno che ti offre un appiglio proprio mentre sta per portarti via l’onda di una tempesta perfetta,cosa fai? Ti aggrappi con tutte le tue forze.
Dev’essere per questo che apparentemente non c’è traccia di insoddisfazione sul piano C.A.S.E. tra gli aquilani, tutti ringraziano Silvio, perfino il Sindaco e la Presidente della Provincia brindano con lui, e poi,forse, pure una fettina di torta gelato, provvidenzialmente messa a favore di una telecamera che,per dovere di cronaca,riporta il fatto. Tanti fortunati, hanno ora un tetto sulle loro teste.Grazie,Silvio.E le elezioni? Diventano un “fortunometro”. Quello di Berlusconi però.Noi la nostra fetta di fortuna ce l’abbiamo avuta, adesso bisogna ringraziare coi fatti, non più solo con le parole.
A me, non piace ritrovarmi d’accordo con l’opinione che va per la maggiore. E poi, non so perchè, ma più passa il tempo più mi sembra che la buona stella, ad un certo punto mi abbia mollato per strada.
Ne ho una prima prova quando mi dicono che casa mia è una lettera: purtroppo quella nefasta: E.
Le prime pratiche per la ristrutturazione non saranno inoltrate prima di primavera 2010, salvo nuove ed innumerevoli proroghe dei termini,modifiche delle modalità di accertamento dei danni, perizia geologica si o no?
Proprio sentendo che la fortuna mi abbandona, inizio a pensare che l’inverno in camper no, non si può.
Domandiamo l’alloggio C.A.S.E. In giro se ne sente un gran bene, a me non piacciono granché; un amico ingegnere mi dice:”dentro hanno perfino il finto parquet”.
Impossibile non pensare al vero marmo di casa mia. Freddo, ma vero. E bellissimo.
Passati 8 mesi e mezzo, ci chiamano. Portare documenti il giorno dopo,copie comprese.
Ne dovremo portare altri in un nuovo colloquio,il secondo e decisivo.
22 Dicembre. Destinazione Coppito 3,ore 9.30.(1860 abitanti,quando sarà finito) Consegna delle chiavi.
Appartamento al piano terra. Sarà un problema per il gatto, come aprire le finestre,senza correre il rischio che fugga?
Apriamo la porta. 25-30 metri quadri tutto compreso. Compresa lavastoviglie e lavatrice,cucina già sfregiata e credenza con piedi rotti. Sporca. Apro il frigo. Della torta nemmeno la traccia,ovviamente.Dev’essere in abbinamento alle telecamere.Perché oggi non ci sono? Perché oggi la scena è tutta per la fregatura.
Manca una vera camera da letto. L’unico letto,è singolo.Noi siamo in due.Lo separa dalla zona pranzo-zona cena-zona studio-zona notte un armadio. In compenso, la camera gode di una finestra discretissima con vista sul corridoio condominiale.Il problema di aprire le finestre non si porrà,a meno di voler vivere in una comune post-anni 2000. Contestare l’appartamento? Prima dobbiamo accettare, se non firmiamo ci dicono che dobbiamo rinunciare al progetto C.A.S.E.
Alzo gli occhi al cielo, ed eccola. Il segno distintivo delle nuove C.A.S.E.: una chiazza d’acqua dall’appartamento di sopra.
Oggi in centro, tra palazzi puntellati ho visto mettere le luci di Natale. Nel frattempo, casa mia resta ferma allo stato del 6 Aprile.I soldi per ripararla sono finiti in questo tugurio.
Nelle case del centro storico,crolli ogni giorno, neve in salotto e camera da letto.Anche nei palazzi vincolati dalla Soprintendenza,che ancora nessuno puntella. E allora perché le luci natalizie? Perchè l’abominio delle allegre lucine che qualcuno ha fatto mettere sul vuoto lasciato dalla Casa dello studente?
Dopodomani arriva Silvio, il set va rispristinato e contestualizzato al momento dell’anno.
Dopo la Pasqua dei terremotati, il Natale del Presidente convalescente,che soffre insieme a noi.

Non c’è tanto motivo di sentirsi fortunati.
Iniziavo a sospettarlo.

FEDERICO D’ORAZIO


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One response

29 12 2009
elenamaria

No, non c’è da essere contenti. Non lo sono neppure io. C’è da usare quello che si ha, anche in comodato d’uso, per andare avnti. Per sperare, per desiderare. Per ricominciare. Ti saluto con affetto.Te e tua mamma. E tante stropicciate al tuo gatto. Noi, quella notte, riuscimmo a portare fuori i nostri tre pelosi ed uscimmo per ultimi, dal palazzo massacrato, ma soddisfatti di essere riusciti a portarli con noi.

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