DI DENARO E D’ALTRE SCIOCCHEZZE

21 07 2010

I soldi c’erano, ma non li potevamo spendere meglio.

I soldi c’erano, ma non li sapevamo spendere.

I soldi c’erano, ma non li sapevamo chiedere.

I soldi c’erano, e non ci sono più.

La parabola dei quattrini spesi sul terremoto ieri ha scritto l’ultimo capitolo. Ora è tempo che chi ci ha portato in giro per un anno e mezzo, si levi dalle palle e vada, più utilmente, a prestare la sua opera nei campi. Sempre che non vogliano fare danno anche lì. E sempre che nessuno decida di accoglierli con i forconi.

Nel frattempo, dal Giornale aspettiamoci un titolo del tipo: “Gli Aquilani vogliono l’albergo gratis”.

dice Spinoza.it a questo proposito: Quest’albergo non è una casa!

Rimontiamo le tende? La stagione è ottima.

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CERCASI FORCONE

21 05 2010

E’ una notizia di oggi.

Gli Italiani, con una generosità ed un trasporto commovente, ci hanno donato un mare di soldi. Ricordo che i primi giorni dopo il terremoto, mentre dalla radio sentivamo per strada notizie della grande mobilitazione degli Italiani, gare a chi donava di più, ci siamo sentiti molto sollevati nel saperlo. E sinceramente commossi. Poi, immediatamente, ricordandoci di essere in Italia, e che il terremoto aveva colpito le case, le entità materiali, ma non le coscienze dei nostri politici, ci siamo chiesti: “ma non saranno un po’ troppi, tutti così subito, quando ancora non si sa bene che uso farne?”

La notizia di oggi, purtroppo, conferma che i timori non fossero mal riposti.

La Regione Abruzzo ha deciso di destinare una cospicua fetta delle donazioni degli Italiani di buon cuore a vantaggio del comune di Chieti.

Per chi non lo sapesse, ricordo che Chieti dista 90 Km da L’Aquila, e ricordo che non ha subito alcun danno dal terremoto che i disonesti si ostinano a chiamare “il terremoto d’Abruzzo”. Anche questa ostinazione mi ha sempre irritato ed insospettito. Il terremoto è dell’Aquila. Che è la seconda provincia più vasta d’Italia, e che quindi è anche la maggior parte d’Abruzzo.

Destinare fondi a Chieti, o Pescara, o andare oltre quei pochi comuni di Teramo che hanno subito danni con il terremoto DELL’AQUILA è un innegabile furto.

Compiuto a danno di due comunità: quella di chi in buona fede ha donato, e crede di aver assolto un compito anche oltre le proprie possibilità, ma soprattutto a danno della comunità aquilana tutta.

Che continua ad essere oggetto di sfruttamento politico, e di mistificazioni.

Breve riasssunto? volentieri.

- Sono stati rifiutati gli aiuti MONDIALI per la ricostruzione.

- Si è stilata una lista di beni architettonici (45) da far ristrutturare alle nazioni, ed ora non c’è nessun impegno formale e concreto alla ricostruzione per circa 39 di essi.

- Si è tentato  di esportare l’Università Aquilana (e per fortuna, siamo riusciti a tenercela) verso altri lidi Abruzzesi, non a caso Chieti era la più caritatevole ad offrirsi volontaria ospite delle nostre facoltà.

- Pescara ha avuto il riconoscimento di zona franca urbana per un suo quartiere degradato quasi un anno prima dell’Aquila, dove i disoccupati stanno per diventare maggioranza (e vedremo se sarà silenziosa) e solo 15 sulle oltre 700 attività del centro storico hanno ricominciato a lavorare (13 di esse, comunque, fuori dal centro).

- Il nostro ospedale, UNICA STRUTTURA IN TUTTA L’AQUILA ASSICURATA (un mese prima del 6 aprile) CONTRO I DANNI DEL TERREMOTO ha ricevuto un indennizzo di 45 MILIONI di Euro per i danni subiti, e non mi risulta vengano spesi interamente per il suo adeguamento sismico, bensì anche buona parte di quel denaro è dirottato al risanamento delle casse della Regione ed evidentemente nemmeno sono sufficienti perché vogliono vendersi Collemaggio, pur sapendo di non poterlo fare. Per legge, non per decenza, che in quella non ci spera più nessuno.

- Da Luglio tutti ripagheranno i mutui,comprese le per case distrutte e/o inagibili a tempo indeterminato.

- Allo stesso tempo se non si strapperà l’ennesima elemosina dell’ultimo minuto, da Giugno si ritornano a restituire le tasse non versate al 100% più quelle per l’anno in corso. (Umbria e Marche restituiscono, dopo 12 anni di spospensione, il solo 40%, e poi mi vengono a dire che il Governo attuale pensa alla nostra dignità!) Sempre a questo proposito, dimostrando grande lungimiranza, il 24 Maggio si riuniranno Comune, Regione e parlamentari eletti in Abruzzo per discuterne. Prima, evidentemente, avevano troppe altre cose di cui occuparsi. (anche se, la Regione i suoi 42 giorni di ferie tra marzo e aprile se li è concessi)

-Migliaia di aquilani ancora oggi sono fuori da L’Aquila, in alberghi, caserme, case in affitto anche fuori regione, la popolazione assistita è di ben 48.000 aquilani su un totale di residenti di 72.000

-Dulcis in fundo, visto che pare che di soldi ce ne abbiamo pure troppi, e non sappiamo più come spenderli, li andiamo anche a regalare a Chieti. E dei 17 milioni che gli diamo, ben 11 provengono dalle VOSTRE tasche, dalle vostre donazioni.

Io non ho altre parole, anzi ne avrei. E per tutti. Ognuno ha la sua fetta di responsabilità per questo schifo di proporzioni semplicemente indecenti. Ognuno tra Governo, Comune, Regione e Provincia meriterebbe di essere sepolto sotto la sua montagna di merda laboriosamente guadagnata sul campo.

Dicevo, di parole ne avrei. Ma viene il momento in cui si preferisce alle parole i fatti:

CERCASI FORCONE


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STRANE COSE SUCCEDONO

5 05 2010

Strane cose succedono.

Capita che un signore compri casa al Colosseo e non si accorga d’averla pagata un terzo del suo valore di mercato. Capita poi una cosa anche più strana: e cioè che a un certo punto, incominci a dire che deve dimettersi perché non sopporterebbe l’idea, il pensiero che qualcun’ altro abbia pagato un pezzo di casa sua, mettendogli 80 assegni mano al momento dell’atto di vendita.

A lui. Ministro della Repubblica. Ora ex.

Siamo all’inverosimile.

Claudio Scajola è preda di un evidente attacco di depersonalizzazione, per pensare e dire simile enormità. Parla come vedendosi fuori dal corpo. (“un ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri”)

Non potrebbe restare al Ministero, pensando che forse quella casa è stata pagata con soldi non del tutto suoi. E chi doveva saperlo, se non lui?

Strano, stranissimo. Assurdo, inverosimile, impensabile.

E infatti, non lo penso e non ci credo.

Ma non è qui, la cosa più strana: cercare di uscire da questa colossale figuraccia cercando di salvare la faccia, è umano.

La palma di fenomeno paranormale político,invece sta nelle reazioni del Governo Berlusconi: ieri a Ballarò e non solo, tutti i politici di centro destra erano impegnati a difendere l’indifendibile scusa usata da Scajola.

Tutti a dire che merita riconoscenza un uomo politico che si dimette ancor prima d’essere indagato, ancor prima d’essere rinviato a giudizio.

Nessuno, però, da sinistra, che abbia riportato la questione sul piano di realtà che merita.

Nessuno che abbia fatto notare che se nelle dimissioni di Scajola c’è da intravedere un esempio di moralità pubblica, altrettanto si mette in luce che altri, e ben più importanti di Scajola, tale esempio non solo l’abbiano negato all’Italia, ma addirittura abbiano teorizzato che la moralità sta nel rifiutare di comportarsi analogamente.

A cominciare da Silvio Berlusconi (le accuse giudiziarie sono attacchi politici), proseguendo con Nicola Cosentino (sottosegretario coinvolto in processi per associazione camorristica), e con Altero Matteoli (il Parlamento ha rifiutato la richiesta di rinvio a giudizio per favoreggiamento)…. e così via: una bella fetta del Governo Berlusconi ha la sua pendenza giudiziaria. Eppure, sono tutti lì, a far gran caciara, a dire che loro non solo non mollano, ma a spiegare che SONO ENTRATI in politica per salvarsi dai processi.

Nessuno, a sinistra, ha detto quello che una persona onesta direbbe riguardo tutta la vicenda.

Sì. Succedono strane, stranissime ed incomprensibili cose.

Viene da pensare che se non lo dicono, è perché non vogliono dirlo. E non c’è una sola buona ragione al mondo, per comportarsi così.

Poveri noi.

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